Smart working: definizione e vantaggi del lavoro agile

Lo smart working è una modalità di lavoro del tutto nuova che ha iniziato a diffondersi grazie all’evoluzione della tecnologia. Smart working in italiano viene chiamato anche “lavoro agile“, sebbene la traduzione letterale sarebbe “lavoro intelligente“. In ogni caso per via della diffusione mondiale del fenomeno si utilizza comunemente la terminologia anglofona.

Che cos’è lo smart working?

Spesso per smart working si intende il “lavoro da casa” anziché in ufficio, ma non è del tutto così e la definizione è alquanto riduttiva. Esso è un nuovo modo di intendere il lavoro, che vuole essere appunto “agile” o “intelligente”, atto a migliorare la qualità delle condizioni per il dipendente e abbandona il concetto tradizionale di lavoro.

Lo smart working supera la concezione tradizionale della postazione fissa in ufficio o in genere di spazi chiusi e standard, rimuove l’idea di orari specifici di lavoro e dà al dipendente maggiore autonomia organizzativa con un minor controllo diretto da parte dei vertici dell’azienda. Abbandonando i concetti tradizionali, il lavoro intelligente vuole dare al dipendente maggiore flessibilità, ma soprattutto la possibilità di poter personalizzare il proprio lavoro. In questo senso possiamo affermare che lo smart worker assume maggiori responsabilità sulla propria operatività.

Chiaramente la modalità più utilizzata di lavoro agile è il permettere al dipendente di lavorare da casa, o in termini tecnici “da remoto“. Grazie allo sviluppo di internet e della tecnologia per molti lavori è diventato abbastanza superfluo raggiungere il posto di lavoro e operare da lì, quando le stesse attività potrebbero essere svolte da casa.

Per questa ragione alcune aziende offrono al dipendente la possibilità di poter operare per esempio una volta a settimana da casa e le restanti quattro in ufficio. L’obiettivo del lavoro agile è quello di migliorare il benessere del dipendente, che si potrebbe tradurre in maggiore produttività e quindi occasioni di guadagno per l’azienda.

Produttività dello smart working

Come abbiamo detto l’obiettivo principale è porre l’attenzione sul benessere del dipendente per migliorare la qualità del suo lavoro e di conseguenza aumentare la produttività. In questo senso lo smart working avvantaggia sia dipendente che l’azienda, ma bisogna essere accorti per non provocare l’effetto contrario.

Partiamo dal presupposto che non è così semplice essere uno smart worker. In assenza di autodisciplina la produttività di un lavoratore può calare drasticamente, specialmente nel momento in cui lavora da casa, dunque all’interno di mura domestiche con annesse distrazioni.

In questo senso lo smart worker deve guadagnarsi la fiducia data dall’azienda ed essere produttivo a casa allo stesso modo, se non più, di quando lavora nella sede aziendale. Il beneficio dello smart working non è però legato solo alla giornata lavorativa “da remoto”, ma si riflette sull’intera settimana grazie al benessere generato dalla possibilità di lavorare nella propria dimora per un giorno. Infatti un dipendente sarà molto più felice e sereno tutta la settimana (inclusi i giorni in ufficio, specialmente se vengono adottate anche lì politiche di smart working) grazie alla possibilità di poter lavorare a casa per un giorno.

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Vantaggi dello smart working per il dipendente

Lavorare da casa porta infatti molti benefici per un dipendente. In primo luogo non c’è il viaggio da casa verso il posto di lavoro, che si traduce nel poter dormire di più o di avere maggior tempo libero. L’assenza del viaggio porta anche a un beneficio economico per chi ha necessità di utilizzare un mezzo privato. In secondo luogo lavorare da casa significa poter essere vicino ai propri cari seppur lavorando.

Il vantaggio è inoltre anche ambientale, soprattutto per le grandi città trafficate e inquinate. Non andare a lavorare anche solo un giorno a settimana nella sede aziendale porta un minor numero di mezzi privati sulle strade, ma anche un minor numero di persone sui mezzi pubblici, spesso affollati o privi di posti liberi.

Lo smart working in Italia

Lo smart working in Italia è regolato dalla Legge n. 81/2017. La normativa prevede che lo smart worker ha gli stessi diritti e lo stesso trattamento dei lavoratori che operano con le modalità ordinarie. C’è quindi una tutela anche in caso di infortuni o malattie seguendo la circolare INAIL n.48 del 2 novembre 2017.

Gli accordi individuali fra datore di lavoro e dipendente devono specificare, oltre ai loro dati, se si tratta di lavoro a tempo determinato o indeterminato e la sua durata. È necessario inviare tali accordi alla piattaforma informatica del Portale Servizi Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

 

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