NPL: definizione di crediti deteriorati
NPL è l’acronimo di non performing loans, che in italiano vengono chiamati crediti deteriorati o prestiti non performanti. Cerchiamo in questo articolo di spiegare in modo semplice qual è la definizione di crediti deteriorati e in quali categorie la Banca d’Italia divide gli NPL.
Cosa sono gli NPL? Definizione di crediti deteriorati
Gli NPL sono prestiti che la banca elargisce ai suoi clienti, i quali però non sono in grado di pagare interamente o in parte. Sono per questo motivo crediti deteriorati, ovvero è denaro prestato che la banca non ha la certezza di poter avere indietro perché il debitore, ossia il cliente che ha giovato del prestito, potrebbe non riuscire a pagare e quindi a onorare il contratto stipulato con l’istituto bancario.
Tali prestiti possono essere di varia natura, possono essere per esempio mutui o finanziamenti a imprese e famiglie. Questi crediti diventano deteriorati tendenzialmente in seguito a un peggioramento della situazione finanziaria del debitore, come per esempio una riduzione dello stipendio, la perdita del lavoro, una crisi dell’azienda, della famiglia o altro ancora.
In pratica un prestito diventa “deteriorato” quando la banca capisce che rientrare nei tempi previsti è difficile. A volte basta che i pagamenti vadano in forte ritardo, altre volte la banca valuta che il cliente probabilmente non riuscirà a restituire tutto anche se non sono ancora passati molti mesi.
Nelle definizioni usate in ambito bancario europeo, un segnale tipico è quando i pagamenti sono scaduti da più di 90 giorni, anche se poi la classificazione precisa dipende dal caso e dal tipo di esposizione. L’idea da portare a casa è semplice, un NPL non è un prestito “cattivo” per forza, è un prestito che è diventato rischioso da recuperare.
NPL: cosa fa la banca davanti ai crediti non performing?
Per le banche gli NPL sono ovviamente un problema e non solo perché quel denaro prestato non gli viene restituito interamente o parzialmente. Le banche devono infatti accantonare risorse per poter coprire il rischio derivante i crediti non performing.
Di conseguenza una banca carica di non performing loans è ritenuta meno solida. Quali strumenti ha una banca per recuperare denaro dai crediti deteriorati?
In primo luogo una banca può optare per la ristrutturazione dell’esposizione, ovvero potrebbe pensare di posticipare la scadenza del debito o anche cancellare una quota del debito contratto con l’obiettivo di riscuoterne una parte.
In alternativa la banca potrebbe decidere di vendere gli NPL ad altre società a un prezzo ovviamente minore con il duplice obiettivo di ottenere una parte del denaro prestato e di togliere i crediti non performing dal bilancio economico.
Nel 2016 nacque il Fondo Atlante, il quale ha come obiettivo non solo la rilevazione dei crediti deteriorati delle banche, ma anche la loro ricapitalizzazione.
Categorie di crediti deteriorati
Le categorie non servono per fare teoria, servono per capire a che punto è il problema. Un conto è un ritardo che sembra recuperabile, un conto è quando la banca pensa che senza interventi quel debito non rientrerà.
Più la situazione peggiora, più la banca deve accantonare risorse e questo può ridurre la sua capacità di concedere nuovi prestiti a famiglie e imprese. È uno dei motivi per cui, quando si parla di NPL nel sistema bancario, se ne parla anche in ottica di economia reale, non solo di bilanci delle banche.
La Banca d’Italia ha diviso i crediti deteriorati in tre categorie, che abbiamo riassunto nella seguente tabella:
| Categoria NPL | Descrizione |
|---|---|
| Sofferenze | Esposizioni verso debitori in stato di insolvenza o situazioni equiparabili. |
| Inadempienze probabili (UTP) | Crediti per i quali la banca giudica improbabile l’adempimento integrale senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie. |
| Esposizioni scadute e/o sconfinanti | Crediti con arretrati di pagamento o sconfinamenti superiori a 90 giorni e oltre determinate soglie di materialità. |
Impatto degli NPL sul sistema bancario
Un elevato volume di crediti deteriorati può avere ripercussioni significative sulla stabilità e sulla redditività del sistema bancario. La presenza di NPL riduce la capacità delle banche di erogare nuovi finanziamenti, poiché una parte consistente del capitale è immobilizzata in crediti problematici.
Questo scenario può limitare la crescita economica, in quanto le imprese e i consumatori trovano maggiori difficoltà nell’accesso al credito. Per affrontare questa sfida, le banche possono adottare diverse strategie, tra cui la cessione dei crediti deteriorati a società specializzate nel recupero crediti o l’implementazione di procedure interne di ristrutturazione del debito. Inoltre, interventi normativi e l’istituzione di “bad bank” possono facilitare la gestione e la riduzione degli NPL nel sistema finanziario.
NPL è il termine inglese. In Italia di solito diciamo crediti deteriorati e parliamo della stessa cosa, cioè prestiti che la banca rischia di non recuperare nei tempi o negli importi previsti.
Di solito no. Un ritardo breve non basta. In generale si inizia a parlare di deterioramento quando i ritardi diventano importanti e ripetuti, oppure quando la banca vede segnali chiari che il debitore non riuscirà a pagare. Nelle spiegazioni più comuni si usa spesso la soglia dei 90 giorni di scaduto come riferimento.
Perché se in un sistema bancario ci sono troppi crediti deteriorati, le banche devono mettere da parte più capitale e tendono a concedere meno prestiti nuovi. Questo può rendere più difficile ottenere credito e può rallentare investimenti e consumi.
