Partita IVA e freelance

Conto personale vs conto business: quando separarli e perché

Separare finanze personali e finanze dell’attività non è una fissazione “da commercialista”. È una scelta pratica che rende più semplice il controllo degli incassi la gestione delle spese, il recupero documenti, la verifica dei pagamenti e dialogo con il professionista.

La domanda vera non è se “si può” usare un conto personale. La domanda che ci poniamo oggi è quanto tempo perdi e quanta confusione ti porti dietro, quando le cose iniziano a crescere.

Vuoi impostare subito una gestione ordinata per incassi, spese e pagamenti? Il modo più semplice è scegliere un conto adatto alla tua attività e usarlo come conto “lavoro”.

Un esempio di conto per professionisti è Finom, ovvero un conto business pensato per chi lavora in proprio e vuole gestire incassi e pagamenti in modo più ordinato.

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Serve davvero un conto business per legge?

Per molti freelance e professionisti la separazione non è un obbligo formale in senso stretto, però ci sono vincoli pratici che rendono difficile gestire l’attività senza un conto con operatività online.

Un esempio concreto è che tutti i titolari di Partita IVA devono presentare l’F24 esclusivamente con modalità telematiche, come indicato dall’Agenzia delle Entrate. Significa che, nella pratica, ti serve un canale che ti permetta di pagare online e recuperare ricevute e storico.


Poi c’è un altro punto utile, soprattutto lato “ordine personale”: per molte detrazioni IRPEF del 19% la normativa richiede pagamenti tracciabili e l’Agenzia delle Entrate lo richiama nelle risposte a interpello sulla tracciabilità.

Cosa cambia davvero tra conto personale e conto business

Il conto personale funziona finché hai pochi movimenti e ti ricordi tutto a mente. Quando aumentano clienti, spese e scadenze, il conto personale diventa una miscela difficile da ricostruire.

Il conto business, nella vita reale, serve a tre cose molto concrete:

  1. vedere gli incassi dell’attività senza filtri;
  2. pagare spese di lavoro senza “sporcare” la parte personale;
  3. recuperare estratti e ricevute in modo pulito quando devi fare controlli o inviare documenti.

Cerchi un conto per freelance? Tot è una delle poche soluzioni sviluppate specificamente per liberi professionisti italiani. Il conto include un IBAN italiano, la possibilità di pagare F24, un sistema di emissione fatture e un’interfaccia molto chiara.

Quando ha senso separarli

La separazione ha senso appena inizi a vivere almeno uno dei seguenti scenari:

  • se emetti fatture con regolarità, perché la riconciliazione diventa più semplice;
  • se hai spese ricorrenti (software, strumenti, coworking, pubblicità), perché recuperi più velocemente i giustificativi;
  • se paghi spesso gli F24, perché ritrovi subito ricevute e storico e l’operatività telematica è obbligatoria per chi ha Partita IVA;
  • se lavori con l’estero o incassi in valute diverse, un conto con gestione più adatta ai pagamenti internazionali riduce problemi su incassi e prove di pagamento.
SituazioneConto personaleConto business
Pochi movimenti, attività saltuariaPuò reggere, ma richiede disciplina e ordine manualeSpesso è comunque più comodo se vuoi crescere
Fatture e incassi regolariRicostruire diventa faticosoIncassi più leggibili e gestione più pulita
Spese di lavoro frequentiAumenta la confusione tra personale e lavoroSpese tracciate e facili da filtrare
Pagamenti F24 ricorrentiDevi tenere ordine da solo su ricevute e storicoOperatività online e archiviazione più semplice; F24 telematico per Partita IVA
Lavoro con clienti esteriPiù attriti su valuta, commissioni, provePiù controllo e, con conti adatti, gestione estero più lineare

Quale conto scegliere?

Non esiste il “migliore” in assoluto, esiste il più coerente con il tuo modo di lavorare.

Se vuoi un conto business semplice per separare incassi e spese e gestire l’operatività quotidiana, puoi orientarti su conti come  FinomTotVivid Money Business o Wamo.. Se l’estero è una parte importante del tuo lavoro e incassi spesso in valute diverse, Wise Business è una scelta pratica per standardizzare gli incassi e tenere prove di pagamento più facili da recuperare.

Se vuoi approfondire, leggi la nostra guida sui conti per liberi professionisti e freelance per scegliere quello più adatto al tuo modo di lavorare.

Posso usare solo il conto personale con Partita IVA?

In molti casi sì, ma devi essere molto ordinato perché incassi e spese si mescolano. Inoltre, i titolari di Partita IVA devono presentare l’F24 esclusivamente con modalità telematiche, quindi serve comunque un canale online affidabile per pagare e conservare le ricevute.

Se apro un conto business devo usarlo per tutto?

No. Funziona meglio se lo usi per ciò che riguarda l’attività: incassi clienti, spese di lavoro, pagamenti fiscali. La parte personale resta sul conto personale, così i movimenti dell’attività restano puliti e ricostruibili.

Perché si parla tanto di tracciabilità dei pagamenti?

Per molte detrazioni IRPEF del 19% la normativa richiede pagamenti tracciabili e l’Agenzia delle Entrate richiama questo principio nelle risposte a interpello. In pratica, pagare in modo tracciabile e poter recuperare le prove riduce problemi quando devi ricostruire spese e documenti.

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Lorenzo Baldassarre

Sono un copywriter che collabora con diverse agenzie e siti web, principalmente su tematiche economiche-finanziarie, ma non solo. Easyfinanza.it è un mio progetto, che ho interamente sviluppato su tutti i suoi aspetti: contenuti, immagini, struttura del sito e piano editoriale basato sulla SEO.

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