Inflazione: significato, etimologia e possibili effetti

Inflazione è un termine economico molto diffuso, che viene spesso nominato nelle cronache finanziarie. Etimologicamente il termine deriva dal latino inflare, che significa gonfiare. Infatti il significato di inflazione è l’aumento medio generale dei prezzi tra un determinato periodo di tempo e un altro, che provoca di fatto la riduzione del potere d’acquisto. Cosa significa tutto ciò? Lo vediamo subito.

Gli effetti dell’inflazione si verificano direttamente sul potere d’acquisto della moneta che quel Paese adotta. L’effetto principale è quello della svalutazione della moneta. Essa però può essere diversa da Stato a Stato sebbene questi adottino la stessa valuta. È il caso dell’euro, per esempio Italia e Francia possono avere un’inflazione diversa anche se entrambe utilizzano l’euro. Esiste poi chiaramente un tasso di inflazione medio di tutta l’eurozona, ma questo è un altro discorso.

Questo tasso è dato dall’indice dei prezzi al consumo e nel caso in cui questo fosse positivo si ha l’inflazione, in caso di risultato negativo si ha la deflazione. I due termini sono infatti opposti fra loro e si possono calcolare sia a livello generale che su un determinato comparto economico.

Tendenzialmente una maggiore quantità di moneta circolante provoca questo effetto seguendo le leggi di mercato della domanda e dell’offerta. Infatti con la coniazione di nuova moneta (o lo stampo di nuove banconote) aumenta l’offerta di valuta sul mercato.

Inflazione significato: esempio

Per comprendere meglio la definizione di inflazione ricorreremo a un esempio molto semplice. Supponiamo che per esempio essa su base annua in Italia sia dell’1%.

Ciò significa che per comprare lo stesso bene o servizio in Italia è necessario utilizzare l’1% di valore in più della moneta, in questo caso l’euro.

Dunque se per esempio un oggetto elettronico in un determinato anno dovesse costare 100€, l’anno successivo lo stesso oggetto costerà 101€. Il tutto senza ovviamente considerare gli altri fattori di mercato, ma valutando solo questo indice economico.

Effetti dell’inflazione

Dall’esempio oltre a una maggiore comprensione del significato di inflazione possiamo capire come un aumento eccessivo della stessa possa avere effetti devastanti sull’economia. L’incremento dei prezzi può provocare l’erosione del potere d’acquisto e quindi la difficoltà da parte delle famiglie e delle imprese di affrontare le spese quotidiane.

L’incremento dei prezzi non è sempre seguito dall’aumento dei salari, per questa ragione i cittadini avendo un potere d’acquisto inferiore non potranno fare acquisti provocando di fatto la stagflazione. Questo termine deriva dall’unione di inflazione con stagnazione economica.

La stagflazione si verifica quando c’è un aumento dei prezzi, ma allo stesso tempo non c’è crescita economica.

Celebre fu l’inflazione della Germania nel primo dopoguerra, che portò il marco tedesco a un valore bassissimo. La Germania fu costretta a pagare ingenti danni di guerra e furono stampati giorno e notte nuovi marchi causando un’evidente svalutazione della moneta. L’iperinflazione di Weimar costrinse i cittadini tedeschi a pagare per esempio un biglietto del tram o un uovo con una carriola piena di banconote.

La deflazione è al tempo stesso vista come un fenomeno negativo, dato che è indice di scarsità di consumi e quindi di un’economia poco fluida. Attualmente alcune banche centrali, tra cui la BCE, la Fed e la BOJ hanno fissato come parametro ideale per l’indice dei prezzi al consumo il +2% su base annua. Con questa percentuale sembra che ci sia la stabilità dei prezzi e che l’incremento annuale non sia realmente percepito dai consumatori.