Aprire Partita IVA commercianti: requisiti, passaggi e costi reali
Aprire una Partita IVA per commercianti, nella maggior parte dei casi, significa avviare una ditta individuale e agganciare più enti insieme. Non è la classica apertura da libero professionista, dove il grosso della procedura è con l’Agenzia delle Entrate, ma in questo caso entrano in gioco Registro Imprese, ComUnica, spesso SUAP (SCIA) e l’INPS Gestione Commercianti.
In questa guida vediamo cosa serve davvero e quali costi aspettarti, con riferimenti ufficiali.
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Quando sei considerato un commerciante?
Per l’INPS, il perno è l’iscrizione alla Gestione Commercianti quando svolgi un’attività commerciale con i requisiti previsti. La cosa importante da sapere, operativamente, è che per l’iscrizione la ComUnica è obbligatoria. INPS lo scrive chiaramente nella scheda del servizio “Iscrizione Gestione Commercianti”.
Dunque, se apri come impresa commerciale, si ragiona in ottica “impresa” e non “professionista”.
ComUnica: una pratica sola per più enti
La Comunicazione Unica d’Impresa è il passaggio standard per le imprese. La guida del Registro Imprese spiega che la ComUnica, inviata al Registro Imprese con firma digitale, viene inoltrata anche a Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL.
È il motivo per cui ha senso pensarla come pratica “centrale” con un invio solo hai ottenuto gran parte dell’avvio dell’impresa.
SUAP e SCIA: quando entrano in gioco per il commercio?
Nel commercio capita spesso che, oltre alla ComUnica, tu debba presentare una SCIA al SUAP del Comune. Il portale Impresa in un giorno spiega che lo Sportello Unico informatizzato rende possibile l’avvio d’impresa contestualmente all’invio della Comunicazione Unica.
Dunque, in sostanza:
- per un negozio fisico o alcune attività di vendita, la SCIA è tipica;
- per e-commerce, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblica risposte e chiarimenti dedicati al commercio elettronico, utili per capire adempimenti e casi particolari.
Quali sono i requisiti per aprire una partita IVA commercianti?
Per molte attività commerciali servono requisiti di “onorabilità”. Il riferimento forte è l’art. 71 del D.Lgs. 59/2010, che disciplina requisiti di accesso ed esercizio di attività commerciali e di somministrazione.
Se vendi alimentare o fai somministrazione, possono essere richiesti anche requisiti professionali specifici, che spesso vengono verificati dal Comune tramite SUAP. Un documento SUAP camerale richiama proprio l’art. 71, comma 6, per i requisiti professionali. Dunque, non è teoria, ma è una delle cause più frequenti di pratiche respinte o sospese.
Quali sono i passaggi da compiere per aprire una partita IVA commercianti?
Ecco quali sono i principali passaggi da compiere se vuoi aprire una partita IVA da commerciante:
- definisci l’attività e scegli il codice ATECO corretto, perché influenza inquadramento, regime e contributi;
- predisponi la pratica ComUnica per Registro Imprese, così attivi gli adempimenti collegati verso gli enti;
- verifica se serve SCIA tramite SUAP, ossia se hai un negozio, commercio alimentare, alcune forme di e-commerce e così via. Impresa in un giorno è il riferimento operativo per il canale SUAP;
- controlla requisiti personali (onorabilità) e, se ti riguarda, requisiti professionali alimentare o somministrazione (art. 71 menzionato prima);
- imposta la parte fiscale: regime forfettario oppure ordinario, fatturazione elettronica, bollo e scadenze.
Quanto costa aprire una Partita IVA commercianti?
Il costo relativo all’Agenzia delle Entrate non è il centro del problema. I costi più concreti, spesso, sono quelli camerali.
Un esempio molto chiaro è la Camera di Commercio di Roma, che indica per imprese individuali voci come diritti di segreteria 18 € e imposta di bollo 17,50 €, oltre al diritto annuale con importi diversi a seconda della sezione.
Il diritto annuale, in generale, è il tributo dovuto alla Camera di Commercio da ogni impresa iscritta al Registro Imprese, come spiegato per esempio da CCIAA Umbria.
Gli importi precisi possono variare per anno e territorio, ma le voci tipiche restano queste.
INPS Gestione Commercianti
L’INPS, per il 2025, indica che l’aliquota è 24,48% per i commercianti (contro 24% artigiani) e che i contributi si versano tramite F24.
Quello 0,48% in più non è un dettaglio casuale perché l’INPS spiega che l’indennizzo per cessazione definitiva dell’attività commerciale è finanziato proprio da un contributo aggiuntivo dello 0,48%.
Il punto pratico è che, per molti commercianti, esiste contribuzione anche sul minimale e quindi l’impatto non è “proporzionale e basta”. Prima di aprire la partita IVA da commerciante, conviene stimare cosa succede nel tuo primo anno.
In questa tabella riepiloghiamo tutto ciò che abbiamo detto nel nostro articolo:
| Passaggio | Ente/Portale | Cosa ottieni | Nota utile |
|---|---|---|---|
| Avvio impresa | Registro Imprese via ComUnica | Avvio ditta e invio dati agli enti | ComUnica inoltrata ad AdE/INPS/INAIL |
| Iscrizione previdenziale | INPS Gestione Commercianti | Posizione previdenziale | ComUnica obbligatoria per l’iscrizione |
| Adempimenti amministrativi | SUAP (Comune) | SCIA quando richiesta | Avvio tramite SUAP, canale Impresa in un giorno |
| Requisiti personali/professionali | Normativa (art. 71) + Comune | Verifica requisiti | Art. 71 D.Lgs. 59/2010 |
| Costi camerali | Camera di Commercio | Diritti/bollo/diritto annuale | Esempio CCIAA Roma: 18€ + 17,50€ + diritto annuale (Camera di Commercio di Roma) |
| INPS 2025 | INPS | Aliquota e regole contributive | 24,48% commercianti; 0,48% indennizzo cessazione |
Commericialisti online per l’apertura della partita IVA da commerciante
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Flextax è adatta se vuoi un flusso digitale “pulito” fin dall’inizio: apertura, impostazione del regime e gestione ordinaria senza rimbalzi. È una scelta sensata quando vuoi ridurre al minimo le parti manuali e tenere tutto tracciato (documenti, scadenze, pagamenti) in un unico percorso.
Conto dedicato per un commerciante serve?
Quando inizi a vendere, i movimenti aumentano in fretta. Incassi, fornitori, resi, spese ricorrenti, pagamenti F24, prove di pagamento per il commercialista. Se resta tutto sul conto personale, ogni controllo diventa una ricostruzione, e ogni ricostruzione è tempo buttato.
Un conto dedicato serve per rendere leggibili i flussi dell’attività. Se ti interessa una struttura più “business” con strumenti che aiutano a tenere ordine tra movimenti e operatività, Finom e Tot sono alternative concrete. Se vuoi spingere sull’ordine dei documenti e sulla gestione ordinata delle spese, Vivid Money Business può aiutare a collegare ricevute e movimenti.
Se lavori con clienti esteri o incassi in valute diverse, Wamo e Wise Business hanno senso perché riducono attriti sulla parte internazionale e ti rendono più pulite le prove di pagamento.
Sì, per l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS indica che la ComUnica è obbligatoria.
La logica è simile, ma l’aliquota 2025 è diversa: INPS indica 24,48% per commercianti e 24% per artigiani. Inoltre, per i commercianti c’è il contributo aggiuntivo 0,48% che finanzia l’indennizzo per cessazione definitiva dell’attività commerciale.
Dipende dal tipo di commercio. Per molte attività di vendita e per casi specifici (negozio fisico, alimentare o somministrazione, alcune configurazioni) la SCIA tramite SUAP è tipica; il canale operativo è quello descritto da Impresa in un giorno.
