Liquidazione IVA: mensile o trimestrale, cosa cambia e come scegliere
Se sei in regime ordinario, prima o poi questa domanda arriva. Ogni quanto devi calcolare e versare l’IVA, e che cosa cambia davvero tra liquidazione mensile e trimestrale. La scelta incide su scadenze, gestione della cassa e, in alcuni casi, anche su un piccolo costo aggiuntivo.
Qui trovi una guida pratica per orientarti, con regole e riferimenti ufficiali.
Se stai gestendo l’IVA, conviene avere un metodo stabile. Con le liquidazioni IVA è facile perdersi tra scadenze, codici tributo e correzioni. Un commercialista online ti imposta la procedura e ti evita errori che poi costano tempo.
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Che cosa significa “liquidare” l’IVA?
La liquidazione IVA è il calcolo periodico della differenza tra IVA sulle vendite (a debito) e IVA sugli acquisti (a credito). Se il saldo è a debito, lo versi con F24; se è a credito, lo porti avanti. L’Agenzia delle Entrate spiega che i soggetti passivi IVA devono liquidare e versare l’imposta su base mensile o, in alcuni casi, trimestrale.
Liquidazione IVA mensile e trimestrale: qual è la differenza?
La differenza più importante è la frequenza delle scadenze.
Liquidazione mensile
Per i mensili, la logica è lineare. Calcoli l’IVA del mese e, se è a debito, versi entro il giorno 16 del mese successivo. Questa impostazione è richiamata anche dalla disciplina delle liquidazioni e dei versamenti periodici.
Liquidazione trimestrale
Sui trimestri esistono due “famiglie” diverse, che è bene non confondere.
La prima è la trimestrale “per opzione”, prevista per chi esercita l’opzione e, in quel caso, le somme dovute vengono maggiorate di interessi dell’1%, come scritto nell’art. 7 del DPR 542/1999.
La seconda è la trimestrale “per natura”, che vale per alcune categorie specifiche previste dalla normativa IVA. Qui la regola degli interessi può essere diversa a seconda dei casi, quindi non si fa copia-incolla: si verifica l’inquadramento.
Per le scadenze operative del versamento trimestrale, l’Agenzia delle Entrate riepiloga che il versamento va effettuato entro il giorno 16 del secondo mese successivo a ciascuno dei primi tre trimestri.
| Periodicità | Quando versi l’IVA a debito | Nota che spesso sfugge |
|---|---|---|
| Mensile | Entro il 16 del mese successivo | Regola “standard” per i mensili |
| Trimestrale (per opzione) | Entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (per i primi tre trimestri) | Sulle somme dovute si applica la maggiorazione dell’1% prevista dall’art. 7 DPR 542/1999 |
Come scegliere tra le liquidazioni IVA? Mensile o trimestrale?
Non c’è una risposta valida per tutti, ma ci sono due criteri che funzionano quasi sempre.
Il primo è la cassa. Se incassi regolari e prevedibili, il mensile ti aiuta a “spalmare” i versamenti e a evitare trimestri pesanti. Se invece hai mesi forti e mesi scarichi, il trimestrale può darti un po’ più di respiro nella gestione.
Il secondo è l’ordine contabile. Se sei all’inizio e vuoi ridurre il numero di scadenze, il trimestrale è più semplice da ricordare, ma devi tenere sotto controllo l’accumulo dell’IVA a debito, perché quando arriva la scadenza può essere una botta.
Se hai dubbi, la scelta si fa bene in mezz’ora con un commercialista, perché dipende dal tuo tipo di lavoro e da come incassi.
Come si versa l’IVA? F24 e codici tributo
Il versamento dell’IVA periodica si fa con modello F24 con modalità telematiche. L’Agenzia delle Entrate ha una scheda dedicata che spiega come e quando si versa.
I codici tributo cambiano a seconda che tu sia mensile o trimestrale. Se vuoi evitare errori, la fonte più pulita è la ricerca codici tributo sul sito dell’Agenzia.
| Caso | Codici tributo tipici | Dove verificare sempre |
|---|---|---|
| IVA mensile | 6001–6012 (mese), 6013 (acconto) | Elenco codici tributo (Agenzia delle Entrate) |
| IVA trimestrale | 6031–6034 (trimestri) | Scadenzario e codici (Agenzia delle Entrate) |
Liquidazione IVA e LIPE non sono la stessa cosa
La LIPE è la comunicazione dei dati riepilogativi delle liquidazioni periodiche. Non sostituisce il versamento e non lo “aggiusta” da sola, serve a comunicare i dati contabili delle liquidazioni.
Se paghi in ritardo la liquidazione IVA: sanzioni e ravvedimento
Cosa succede se paghi in ritardo la liquidazione IVA?
La sanzione per omesso o tardivo versamento della liquidazione IVA
La disciplina sta nell’art. 13 del D.Lgs. 471/1997. Nella versione attuale, per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024 viene richiamata una sanzione del 25% sull’importo non versato, con riduzioni nei casi di ritardo contenuto.
Come rimediare: ravvedimento operoso
Se ti accorgi dell’errore e non sono già partite attività di controllo, puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso. È previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e l’Agenzia delle Entrate spiega come funziona e come fare i versamenti per regolarizzare.
Se ti trovi in questa situazione, di solito la cosa giusta è fare due controlli prima di muoverti: che periodo stai regolarizzando e quale codice tributo stai usando. L’errore più comune è “aggiustare” il mese giusto con il codice del mese sbagliato.
Commercialista online: quando conviene davvero?
Se ti trovi spesso con dubbi su diciture, estero, ritenute, natura IVA, bollo, o se vuoi impostare un modello “definitivo” per tutte le fatture, un supporto professionale ti potrebbe far risparmiare tempo.
Ora ti mostriamo alcuni commercialisti online che possono aiutarti ad aprire la partita IVA e a pagare regolarmente tasse e contributi ogni anno.
Flextax
Flextax può aiutarti se vuoi una gestione ordinata delle scadenze e un controllo costante dei numeri che finiscono in F24, un servizio organizzato è utile perché riduce gli errori ripetuti. Con IVA mensile o trimestrale, la differenza la fa la costanza con cui registri e controlli, non il “recupero” all’ultimo giorno.
FidoCommercialista
Le liquidazioni IVA funzionano bene quando hai una procedura sempre uguale, soprattutto se emetti molte fatture e inizi ad avere note di credito, reverse charge o casi particolari. Un supporto strutturato come quello di FidoCommercialista ti aiuta a scegliere la periodicità corretta, impostare il calendario e tenere allineati versamenti, liquidazioni e LIPE.
Dipende dal tuo inquadramento IVA e, in molti casi, dall’opzione. Se sei trimestrale per opzione, la regola è disciplinata dall’art. 7 del DPR 542/1999, che prevede anche la maggiorazione dell’1%.
Per i primi tre trimestri il versamento va effettuato entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre. È indicato nel riepilogo operativo dell’Agenzia delle Entrate sulle modalità di versamento.
In molti casi sì, con ravvedimento operoso. È previsto dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 e l’Agenzia delle Entrate spiega come regolarizzare e come fare i versamenti.
