Carte e Conti

POS a canone fisso o a commissioni: quale conviene?

Se incassi poco o in modo discontinuo, un POS senza canone può aiutarti a contenere i costi nei mesi meno attivi. Se invece hai un transato stabile, una formula con canone mensile o commissioni ridotte può diventare più conveniente.

Per scegliere non basta confrontare il canone con la percentuale. Devi considerare anche il costo del terminale, il numero di transazioni, il tipo di carte usate dai clienti e le eventuali soglie previste dal contratto.

In questa guida vediamo come fare il calcolo e confrontiamo alcune offerte disponibili in Italia.

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Canone o commissioni: la differenza in breve

Con un POS a percentuale paghi una commissione ogni volta che incassi. Se non ricevi pagamenti, normalmente non sostieni costi variabili.

Con una formula a canone versi invece un importo mensile, anche nei periodi in cui utilizzi poco il terminale. In cambio puoi avere commissioni più basse oppure azzerate entro determinate soglie.

Tipo di attivitàFormula spesso più adattaPerché
Attività appena avviataSenza canoneLimita i costi nei mesi con pochi incassi
Attività stagionaleSenza canonePaghi principalmente quando lavori
Negozio con incassi regolariCanone o commissioni ridotteIl maggiore volume può compensare il costo fisso
Attività con molti piccoli pagamentiDa calcolare sul numero di operazioniMinimi e costi per transazione possono pesare
Attività con clienti esteri o aziendaliDa verificare per circuitoLe carte business, premium o extra SEE possono avere tariffe differenti

Non si tratta di una regola assoluta. La convenienza dipende dai numeri della tua attività e dalle condizioni applicate alle carte che accetti.

Se vuoi capire prima come vengono addebitati questi costi, puoi leggere la guida alle commissioni POS.

Come calcolare la soglia di convenienza

Per confrontare due offerte devi stimare il costo complessivo mensile:

Costo del POS = canone + commissioni + costi fissi ripartiti nel tempo

Le commissioni si calcolano moltiplicando il transato per la percentuale applicata:

Commissioni = transato × percentuale

Supponiamo di confrontare:

  • un POS senza canone con commissione dell’1,50%;
  • un POS con canone di 20 € e commissione dello 0,50%.

La differenza tra le commissioni è pari a un punto percentuale. Per recuperare i 20 € di canone devi quindi incassare circa 2.000 € al mese:

20 € ÷ 1% = 2.000 €

Transato mensileSenza canone, 1,50%Canone 20 € + 0,50%Più conveniente
1.000 €15 €25 €Senza canone
2.000 €30 €30 €Costi equivalenti
4.000 €60 €40 €Con canone
Esempio frutto di fantasia

L’esempio non rappresenta un’offerta specifica, ma mostra il metodo da utilizzare.

Se uno dei due POS costa 120 € e prevedi di utilizzarlo per 24 mesi, puoi aggiungere 5 € al suo costo mensile:

120 € ÷ 24 mesi = 5 € al mese

Questo passaggio evita di confrontare un terminale acquistato con uno ricevuto in noleggio o comodato come se avessero lo stesso costo.

Quanto conta lo scontrino medio?

Il solo transato non è sempre sufficiente. Alcuni contratti prevedono una quota fissa per operazione oppure tariffe differenti in base alla carta utilizzata.

Due attività possono incassare entrambe 5.000 € al mese, ma sostenere costi diversi:

  • un professionista potrebbe ricevere 25 pagamenti da 200 €;
  • un bar potrebbe registrare 1.000 pagamenti da 5 €.

Quando esiste una quota fissa per transazione, il secondo caso è più penalizzato. Per questo conviene conoscere:

  • transato mensile;
  • numero di pagamenti;
  • scontrino medio;
  • percentuale di carte personali;
  • percentuale di carte aziendali, premium o estere.

Offerte POS a canone e a commissioni

La tabella seguente riassume alcune formule disponibili al 10 agosto 2026. Le offerte possono cambiare: prima di scegliere consulta sempre le condizioni pubblicate dal fornitore.

Fornitore e formulaCanoneCommissioni principaliAltri costi e caratteristiche
Axerve POS Easy a canone17 € + IVA fino a 10.000 € annui; 22 € + IVA fino a 30.000 €0% sui circuiti inclusiTerminale in noleggio; bollo di attivazione da 16 €; oltre 30.000 € si applica l’1% + IVA sull’eccedenza
Axerve POS Easy a commissioni0 €1% sui circuiti inclusiTerminale 99 € + IVA; bollo di attivazione 16 €; Discover al 2%
Nexi SmartPOS Mini0 €1,89% per BANCOMAT e principali circuitiTerminale indicato a 169 € IVA inclusa
Nexi POS con canoneVariabile in base al dispositivoDa 0,99% per BANCOMAT e principali carte europeeCanone, installazione e funzioni cambiano in base al modello
SumUp senza canone0 €1,95% in presenza; 2,50% onlineIl dispositivo si acquista separatamente
SumUp Pagamenti Plus19 € al mese0,95% in presenza con carte personali standard1,95% per carte aziendali, premium ed extra SEE; 2,50% online
myPOS0 €Da 1,20% per transazioneTerminale acquistato separatamente; accredito immediato sul conto myPOS
Ultimo aggiornamento: 10/08/2026

SumUp con o senza Pagamenti Plus

SumUp propone una formula senza canone con commissione dell’1,95% sui pagamenti in presenza. Pagamenti Plus costa invece 19 € al mese e riduce allo 0,95% la commissione sulle carte personali standard.

Secondo le indicazioni pubblicate da SumUp, Pagamenti Plus è pensato per chi supera 2.250 € al mese di pagamenti con carta.

La soglia reale dipende però dalla composizione degli incassi. Le carte aziendali, premium ed extra SEE continuano ad avere una commissione dell’1,95%; i pagamenti online restano al 2,50%.

Pagamenti Plus prevede inoltre l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti pari o inferiori a 10 €, fino a un massimo mensile di 7.500 € di transazioni rientranti in questa fascia. Questa caratteristica può essere interessante per bar, edicole e attività con molti piccoli scontrini.

Axerve a canone o a commissioni

Axerve permette di confrontare due formule dello stesso fornitore:

Utilizzando i prezzi ufficiali e includendo l’IVA sui costi per i quali è indicata, nel primo anno si ottiene questa simulazione:

Transato annuoAxerve a canoneAxerve a commissioniDifferenza
10.000 €264,88 €236,78 €Commissioni più economico di 28,10 €
20.000 €338,08 €336,78 €Costi quasi equivalenti
30.000 €338,08 €436,78 €Canone più economico di 98,70 €
Esempio simulato il 16/10/2026

Nel calcolo della formula a canone abbiamo considerato:

  • 17 € + IVA al mese fino a 10.000 € annui;
  • 22 € + IVA al mese tra 10.000 e 30.000 €;
  • bollo di attivazione da 16 €.

Per la formula a commissioni abbiamo considerato:

  • terminale da 99 € + IVA;
  • bollo di attivazione da 16 €;
  • commissione dell’1%.

La simulazione riguarda il primo anno. Negli anni successivi il terminale acquistato è già stato pagato, mentre il canone continua a essere addebitato. Il confronto va quindi effettuato anche sulla durata prevista di utilizzo, tenendo conto di manutenzione e possibile sostituzione del dispositivo.

Non abbiamo considerato eventuali agevolazioni fiscali, servizi opzionali o carte alle quali si applicano condizioni differenti.

Nexi: soluzioni senza canone e terminali con costo mensile

Con Nexi puoi scegliere tra dispositivi senza canone mensile, come SmartPOS Mini e SoftPOS, e terminali che prevedono un costo ricorrente. Il modello è spesso ibrido: anche quando paghi un canone restano le commissioni sulle transazioni, che possono cambiare in base all’offerta, al circuito e ai volumi di incasso.

Devi quindi sommare canone, commissioni, eventuale acquisto o installazione del dispositivo e servizi aggiuntivi. Una soluzione senza canone può essere più adatta a un’attività stagionale o con pochi pagamenti, mentre con incassi regolari può valere la pena considerare un terminale a canone con commissioni più contenute e funzioni aggiuntive.

myPOS: piano Standard o abbonamento Plus

Con myPOS puoi utilizzare il piano Standard senza costi mensili fissi, con commissioni a partire dall’1,20% per transazione, oppure il piano Plus, che costa 17,90 euro al mese e prevede commissioni a partire dallo 0,95%. Le percentuali effettive cambiano in base al tipo di carta utilizzata e il piano Plus non elimina le commissioni: serve a ridurle in cambio di un abbonamento.

Standard può essere più conveniente se incassi poco o in modo discontinuo, mentre Plus va valutato quando il risparmio sulle transazioni supera il costo mensile. Il servizio comprende anche un conto esercente con IBAN sul quale i pagamenti incassati diventano immediatamente disponibili.

Quando conviene un POS senza canone?

Una formula senza canone può essere adatta se:

  • hai appena aperto l’attività;
  • non conosci ancora il tuo volume di incassi;
  • lavori soltanto in alcuni periodi dell’anno;
  • partecipi a fiere e mercatini;
  • ricevi pochi pagamenti con carta;
  • vuoi evitare un costo mensile nei periodi di inattività.

In questi casi pagare una percentuale più alta può essere accettabile, perché il costo cresce soltanto quando incassi.

Devi comunque verificare il prezzo del terminale. Un POS senza canone non è necessariamente privo di costi iniziali.

Quando può convenire il canone fisso?

Il canone può diventare interessante quando:

  • gli incassi tramite carta sono regolari;
  • il transato si avvicina alle soglie previste dal piano;
  • vuoi rendere più prevedibili i costi;
  • utilizzi il terminale tutti i giorni;
  • il noleggio comprende assistenza e sostituzione;
  • una tariffa ridotta si applica alla maggior parte delle carte dei tuoi clienti.

Se il contratto prevede un limite annuale, controlla cosa succede quando lo superi. Potrebbe essere applicata una commissione soltanto sulla parte eccedente oppure potrebbe cambiare l’intera tariffa.

Gli altri costi da controllare

Prima di scegliere un POS, considera anche le voci che non compaiono nella percentuale principale.

Acquisto o noleggio del terminale

Con l’acquisto il dispositivo resta tuo, ma potresti dover sostenere il costo della sostituzione. Con il noleggio continui a pagare il canone, ma assistenza e manutenzione possono essere incluse.

Tipo di carta

Le tariffe pubblicizzate spesso si riferiscono alle carte personali emesse nello Spazio economico europeo. Carte business, premium, American Express o emesse fuori dal SEE potrebbero avere commissioni più alte.

Accredito degli incassi

Alcuni fornitori accreditano il denaro su qualsiasi conto corrente. Altri utilizzano un conto di pagamento collegato. Anche i tempi di accredito del POS possono incidere sulla gestione della liquidità.

Pagamenti online e a distanza

La tariffa applicata al terminale fisico non vale necessariamente per e-commerce, link e QR code. Se incassi anche a distanza, confronta separatamente i costi dei link di pagamento.

Rimborsi e chargeback

Verifica se la commissione originaria viene restituita quando rimborsi un cliente e quali costi sono previsti in caso di contestazione o chargeback.

Recesso e durata del contratto

Controlla vincoli di permanenza, preavviso, restituzione del terminale e costi di disattivazione. Un canone conveniente può perdere parte del vantaggio se il contratto è poco flessibile.

Collegamento tra POS e registratore telematico nel 2026

Dal 2026 gli esercenti interessati devono associare gli strumenti di pagamento elettronico ai registratori telematici attraverso il servizio dell’Agenzia delle Entrate.

Non è necessario un collegamento fisico tra i due dispositivi: l’associazione avviene online, tramite l’area “Fatture e Corrispettivi”. Per i nuovi POS sono previste specifiche finestre temporali successive all’attivazione.

Prima di acquistare un terminale verifica quindi che sia adatto al tuo flusso di lavoro e che il fornitore metta a disposizione le informazioni necessarie per completare l’associazione.

Consulta la guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

Come scegliere il POS

Per trovare la formula più adatta potresti seguire questi passaggi:

  1. Recupera il transato POS degli ultimi 12 mesi.
  2. Calcola il numero medio mensile di pagamenti.
  3. Dividi il transato per il numero di operazioni per ottenere lo scontrino medio.
  4. Controlla quante transazioni arrivano da carte aziendali o estere.
  5. Somma canone, commissioni, terminale e altri costi.
  6. Confronta la spesa su almeno 12 e 24 mesi.
  7. Ripeti il calcolo con un mese debole e con un mese particolarmente forte.

Se non hai ancora uno storico, prepara almeno tre scenari: prudente, medio e alto. In questo modo puoi verificare quanto cambierebbe il costo se gli incassi fossero inferiori o superiori alle aspettative.

Canone o percentuale: quale scegliere?

Il POS senza canone tende a essere più flessibile quando incassi poco, hai un’attività stagionale o non conosci ancora il tuo volume. Il canone può diventare conveniente con incassi stabili, ma soltanto se il risparmio sulle commissioni supera il costo mensile e gli altri costi fissi.

Non fermarti quindi alla percentuale mostrata nella pubblicità. Confronta il costo complessivo, il tipo di carte accettate, l’hardware e il tempo per il quale prevedi di utilizzare il servizio.

Come trovo la soglia tra canone e commissioni?

Calcola la differenza tra i canoni e dividila per la differenza tra le percentuali. Se un’offerta costa 20 € al mese ma fa risparmiare un punto percentuale, la soglia teorica è 2.000 € mensili.

Un POS senza canone è gratuito?

Non necessariamente. Può essere previsto l’acquisto del terminale, un costo di attivazione o commissioni differenti per alcune carte.

Le commissioni sono uguali per tutte le carte?

No. Carte aziendali, premium, American Express o emesse fuori dallo Spazio economico europeo possono avere tariffe differenti.

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Lorenzo Baldassarre

Sono un copywriter che collabora con diverse agenzie e siti web, principalmente su tematiche economiche-finanziarie, ma non solo. Easyfinanza.it è un mio progetto, che ho interamente sviluppato su tutti i suoi aspetti: contenuti, immagini, struttura del sito e piano editoriale basato sulla SEO.

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