Finanza dal mondo

Prezzi alimentari: nel 2026 i rincari sono meno diffusi rispetto al 2022

A marzo 2026, dopo il nuovo aumento dei costi energetici, anche i supermercati online monitorati dalla BCE hanno iniziato ad alzare più spesso i prezzi degli alimentari. Nei mesi successivi, però, la situazione si è stabilizzata. Nel 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, gli aumenti avevano invece coinvolto sempre più prodotti, continuando per diversi mesi.

È quanto emerge da un’analisi pubblicata sul blog della Banca Centrale Europea il 2 novembre 2026, firmata da Chiara Osbat, Christian Höynck, Umberto Maglione ed Elisabeth Wieland. I ricercatori hanno esaminato i prezzi pubblicati ogni giorno dai supermercati online, utilizzando dati aggiornati a settembre 2026, per osservare come siano cambiati i prezzi alimentari dopo lo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente.

Come l’aumento dell’energia arriva ai prezzi del cibo

L’energia serve in quasi tutte le fasi della produzione alimentare. Viene utilizzata per coltivare e lavorare i prodotti, conservarli nei magazzini e trasportarli fino ai supermercati. Quando costa di più, quindi, anche le aziende alimentari possono ritrovarsi con spese maggiori, persino se il prezzo delle materie prime agricole rimane invariato.

Questo, però, non significa che ogni aumento venga subito trasferito ai consumatori.

Le imprese valutano quanto sono cresciuti i costi, cosa fanno i concorrenti e quanto costa modificare i propri listini. Se le variazioni sono piccole, possono aspettare il momento in cui aggiornano normalmente i prezzi. Se invece i rincari sono consistenti, possono decidere di intervenire prima.

Capire come si comportano le aziende è importante anche per chi fa la spesa. Gli alimentari rappresentano circa il 20% del paniere utilizzato per misurare l’inflazione nell’area euro. E dato che li acquistiamo spesso, i loro prezzi influiscono sia sul bilancio familiare sia sulla percezione che abbiamo dell’aumento del costo della vita.

Nel 2026 aumentano più spesso i prezzi, ma i singoli rincari cambiano poco

Per capire cosa è successo, bisogna distinguere due aspetti. Il primo è quante volte i supermercati aumentano i prezzi, il secondo è di quanto li aumentano.

Un periodo di inflazione può essere caratterizzato da pochi rincari molto forti oppure da tanti piccoli aumenti che coinvolgono un numero elevato di prodotti. Per avere un quadro completo, bisogna considerare anche i prezzi che diminuiscono.

Il primo grafico dello studio mostra che a marzo 2026 i supermercati online hanno aumentato più frequentemente i prezzi degli alimentari. La crescita, però, è stata molto più contenuta rispetto al 2022.

Nel 2026, inoltre, la differenza tra la frequenza degli aumenti e quella delle diminuzioni è rimasta relativamente bassa.

C’è poi un altro dato interessante. L’entità media dei singoli rincari è cambiata poco, proprio come era successo nel 2022.

La vera differenza tra i due periodi, quindi, non riguarda tanto quanto aumenta il prezzo di un prodotto, ma quante volte vengono ritoccati i listini e quanti prodotti sono coinvolti.

Nel 2022 i rincari avevano coinvolto molte più categorie

Un conto è vedere aumentare il prezzo di alcuni prodotti, un altro è trovare rincari in quasi tutti i reparti del supermercato.

Per capire quanto fossero diffusi gli aumenti, i ricercatori hanno analizzato le diverse categorie alimentari, osservando in quali i prezzi venivano modificati più spesso.

Nel secondo grafico dello studio vengono considerate le categorie in cui almeno il 10% dei prezzi rilevati aumenta durante il mese. Attenzione, però, perché questo non significa che i prodotti costino il 10% in più. La percentuale indica quanti prezzi vengono aumentati, non quanto cresce il loro importo.

Nel 2022, le categorie con rincari frequenti erano diventate sempre più numerose e avevano mantenuto un peso elevato nel paniere alimentare per diversi mesi. Gli aumenti, quindi, non si erano fermati dopo le prime settimane, ma avevano continuato a interessare una parte importante dei prodotti.

Nel 2026 la situazione è stata diversa. Dopo l’aumento iniziale di marzo, i rincari non si sono diffusi con la stessa intensità.

Anche il terzo grafico conferma questa differenza. Confrontando la frequenza degli aumenti nelle singole categorie, emerge che nel 2026 i rincari sono rimasti più concentrati rispetto al 2022. Nella maggior parte dei mesi analizzati, anche le categorie con gli aumenti più frequenti hanno registrato valori inferiori.

Questo non significa che ogni prodotto sia aumentato meno o che tutte le categorie abbiano seguito lo stesso andamento. Il confronto mostra, però, che nel 2026 non si è verificata la stessa diffusione continua dei rincari osservata nel 2022.

Come vengono raccolti i prezzi dei supermercati

Per seguire l’andamento dei prezzi quasi in tempo reale, i ricercatori utilizzano il Daily Price Dataset (DPD), una raccolta di prezzi pubblicati ogni giorno dai supermercati online.

Questo sistema, sviluppato nell’ambito del progetto di ricerca PRISMA, permette di osservare le modifiche dei listini senza dover aspettare la fine del mese.

C’è però una difficoltà. I prodotti possono avere nomi e descrizioni diverse a seconda del supermercato e del Paese. Per confrontarli bisogna prima capire a quale categoria appartengono.

A questo serve anche Spectrum, un progetto sviluppato dalla BIS, dalla Bundesbank e dalla BCE, che utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere e classificare i prodotti nelle categorie statistiche dei consumi.

Nello studio sui prezzi alimentari, i dati giornalieri vengono poi analizzati su base mensile, escludendo le variazioni dovute alle promozioni temporanee. Per confrontare Paesi e categorie, i ricercatori tengono conto anche del peso che ogni tipo di spesa ha nell’indice europeo dei prezzi al consumo.

Questi strumenti permettono di seguire i rincari con grande frequenza, ma hanno comunque dei limiti.

Come spiega il rapporto metodologico del progetto Spectrum, i dati riguardano i prodotti presenti nei supermercati online osservati e non comprendono necessariamente tutto ciò che viene venduto negli altri negozi.

Non rappresentano, quindi, una misura completa di quanto spendono le famiglie italiane per fare la spesa.

Che cosa significa per chi fa la spesa

Il fatto che i supermercati aumentino i prezzi meno spesso non significa necessariamente che fare la spesa costi meno.

Se un prodotto passa da 2 € a 2,50 € e poi mantiene quel prezzo per diversi mesi, non registra nuovi rincari, ma continua comunque a costare più di prima.

È questa la differenza tra il livello dei prezzi e l’inflazione. Il primo indica quanto paghiamo per acquistare un prodotto, mentre la seconda misura quanto cambiano i prezzi nel tempo.

Per la BCE, osservare quanto spesso i supermercati modificano i listini è utile per capire se l’aumento dei costi energetici si sta trasmettendo ai prezzi alimentari in maniera sempre più diffusa. Se sempre più categorie continuano a registrare rincari, infatti, l’inflazione può diventare più difficile da contenere.

I dati raccolti fino a settembre 2026 mostrano che, almeno per il momento, non ci sono molti segnali di un aumento persistente della frequenza dei rincari alimentari simile a quello del 2022.

Questo confronto, però, non permette di stabilire con certezza perché i due periodi siano stati diversi, né di prevedere come si muoveranno l’inflazione e i tassi di interesse nei prossimi mesi.

Per chi fa la spesa, il punto è abbastanza semplice. I nuovi aumenti sembrano meno diffusi rispetto al 2022, ma i prezzi già saliti non sono necessariamente tornati indietro. La situazione può quindi stabilizzarsi senza che il costo della spesa torni ai livelli di prima.

Iscriviti alla newsletter di Lorenzo Baldassarre

Inserendo la tua email ti iscrivi alla newsletter di Lorenzo Baldassarre, inviata tramite la piattaforma Substack. I tuoi dati saranno utilizzati solo per l’invio di contenuti e aggiornamenti via email. Per maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy

Lorenzo Baldassarre

Sono un copywriter che collabora con diverse agenzie e siti web, principalmente su tematiche economiche-finanziarie, ma non solo. Easyfinanza.it è un mio progetto, che ho interamente sviluppato su tutti i suoi aspetti: contenuti, immagini, struttura del sito e piano editoriale basato sulla SEO.

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità