Finanza dal mondo

Risparmi in Italia: investire è più diffuso tra i giovani, ma prevale la liquidità

Tra Gen Z e Millennials, quattro intervistati su dieci dichiarano di investire almeno una parte dei risparmi. La quota è più bassa nelle generazioni mature, ma la liquidità rimane prevalente in tutti i gruppi.

È uno dei risultati della 26ª indagine Acri-Ipsos Doxa, Il risparmio nella società che cambia, presentata in occasione della Giornata mondiale del risparmio del 30 ottobre 2026.

La liquidità resta la scelta prevalente

Sul totale degli intervistati, il 63% dichiara di mantenere liquidi i risparmi. Il 26% ne investe una piccola parte e l’8% la maggior parte; il restante 3% circa non indica una risposta.

Penso sia opportuno sottolineare che la base è l’intero campione, non soltanto chi ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare nell’ultimo anno.

Mantenere il denaro liquido significa conservarlo disponibile, anziché destinarlo a un investimento. Questa disponibilità consente di affrontare una spesa senza dover prima vendere strumenti finanziari. La sua utilità dipende dalle esigenze e dagli impegni di chi risparmia.

Il confronto fra le quattro generazioni

La differenza emerge quando si confronta la quota di persone che dichiara di investire almeno una parte dei risparmi.

Generazione indicata nel rapportoInveste almeno una parte dei risparmiMantiene liquidi i risparmi
Gen Z40%58%
Millennials40%56%
Gen X31%66%
Boomers28%70%
Fonte: Acri-Ipsos Doxa, pagina 51. Percentuali riferite ai rispondenti di ciascun gruppo.

Anche fra Gen Z e Millennials, dunque, investire resta una scelta minoritaria. La distanza dalle generazioni mature riguarda la partecipazione agli investimenti, non una contrapposizione fra giovani tutti investitori e anziani tutti legati alla liquidità.

Il confronto misura quante persone investono, non le somme impiegate: anche chi destina una piccola parte dei risparmi rientra fra gli investitori. Per confrontare i capitali servirebbero informazioni sulla consistenza dei patrimoni. Le percentuali non misurano, inoltre, le conoscenze finanziarie o la disponibilità ad assumere rischi.

Tra investimenti e sostegno familiare

Nella domanda sulla condizione economica all’interno della famiglia allargata, il 19% dei rispondenti della Gen Z sceglie la risposta «Ricevo io un aiuto economico da altri familiari». L’aiuto reciproco e il sostegno offerto ad altri componenti della famiglia sono rilevati in categorie separate.

La presentazione non incrocia queste risposte con quelle sugli investimenti, non sappiamo quindi se chi riceve aiuti sia anche chi investe. Il dato ricorda però che la partecipazione agli investimenti, presa isolatamente, non misura l’autonomia economica.

Reddito, stabilità del lavoro, spese familiari e obiettivi personali possono incidere sulle possibilità di accantonare denaro e sulle esigenze a cui destinarlo. L’indagine non stabilisce quanto ciascun fattore spieghi il divario osservato.

Il confronto avviene inoltre fra persone diverse intervistate nello stesso periodo, non seguendo gli stessi individui mentre invecchiano. Non permette di separare il peso dell’età da quello delle condizioni economiche e delle esperienze proprie di una generazione, né di prevedere come investiranno in futuro gli attuali giovani.

Imprevisti, salute e progetti: la ricerca di sicurezza

Per comprendere il significato attribuito al risparmio occorre guardare anche alle sue finalità. Pensando ai prossimi anni, gli intervistati indicano fra le ragioni per cui sarà importante accantonare denaro gli imprevisti, i periodi senza reddito e le spese sanitarie o di assistenza.

Nella domanda sulle motivazioni del risparmio trovano spazio anche l’indipendenza economica, i progetti personali e l’aiuto ai familiari. Mettere da parte denaro può quindi rispondere a necessità ravvicinate oppure a impegni futuri.

Queste risposte chiariscono le finalità del risparmio, senza spiegare da sole la preferenza per la liquidità.

La ricerca di sicurezza compare anche fra chi investe. Nella domanda rivolta soltanto a questo gruppo, la difesa dall’inflazione è citata dal 34% degli investitori della Gen Z, contro il 20% del totale degli investitori.

Nello stesso gruppo, il 31% indica i progetti personali. Fra i Millennials che investono, il 30% cita invece il sostegno futuro a figli, genitori o altri familiari. La maggiore partecipazione agli investimenti si accompagna quindi a obiettivi diversi, che non si riducono alla ricerca del rendimento.

La pensione preoccupa due occupati su tre

La protezione del futuro assume un significato concreto quando si parla di pensionamento. Il 66% degli occupati si dichiara molto o abbastanza preoccupato per la propria situazione economica dopo l’uscita dal lavoro. La percentuale riguarda chi lavora, non tutti gli intervistati.

Il rapporto, a pagina 26, affianca a questa preoccupazione il timore di entrate insufficienti a mantenere il tenore di vita, la difficoltà di risparmiare oggi con redditi bassi o instabili e i possibili costi di cura in età avanzata.

Sono timori espressi dagli intervistati, non previsioni sull’ammontare delle pensioni o sulla sostenibilità del sistema. Mostrano quanto conti sentirsi protetti, senza stabilire quale scelta finanziaria garantisca quella protezione.

Le cifre derivano da circa 1.000 interviste telefoniche, effettuate su numeri fissi e mobili dal 17 settembre al 1° ottobre 2026. Il campione è stratificato per area geografica, dimensione del centro abitato, sesso ed età; i risultati sono ponderati per rappresentare la popolazione italiana adulta. I gruppi generazionali sono più piccoli del campione complessivo. Sono comportamenti e opinioni autodichiarati, senza verifiche dei conti o dei portafogli.

Il confronto generazionale serve a riconoscere comportamenti diversi. Per capire quali bisogni restino scoperti occorre sapere anche se il denaro disponibile basti per le spese e quanto siano stabili le entrate. È quel passaggio che una percentuale di investitori, da sola, lascia aperto.

Iscriviti alla newsletter di Lorenzo Baldassarre

Inserendo la tua email ti iscrivi alla newsletter di Lorenzo Baldassarre, inviata tramite la piattaforma Substack. I tuoi dati saranno utilizzati solo per l’invio di contenuti e aggiornamenti via email. Per maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy

Lorenzo Baldassarre

Sono un copywriter che collabora con diverse agenzie e siti web, principalmente su tematiche economiche-finanziarie, ma non solo. Easyfinanza.it è un mio progetto, che ho interamente sviluppato su tutti i suoi aspetti: contenuti, immagini, struttura del sito e piano editoriale basato sulla SEO.

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità