Aprire Partita IVA artigiani: requisiti, passaggi e costi reali
Aprire una Partita IVA da artigiano non è “solo” una pratica con l’Agenzia delle Entrate. Di solito significa aprire una ditta individuale artigiana, iscriversi al Registro Imprese e all’Albo Artigiani, agganciare INPS e spesso anche INAIL, il tutto con una procedura unica (ComUnica).
In questa guida trovi l’ordine corretto dei passaggi, cosa serve davvero e quali costi aspettarti.
Vuoi aprire come artigiano senza errori su ATECO, INPS e pratiche camerali? Un commercialista online ti evita gli errori tipici all’inizio, come codice ATECO sbagliato, iscrizione INPS non corretta, bollo o diritti camerali e impostazione fatture.
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Quando sei considerato “artigiano”?
La qualifica di impresa artigiana si basa sui requisiti previsti dalla Legge 443/1985 (legge-quadro per l’artigianato) e comporta l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane quando ricorrono i presupposti.
Nella pratica, questa qualifica e la relativa iscrizione passano attraverso le procedure camerali con modulistica e regole che possono avere dettagli regionali.
ComUnica: una pratica sola per più enti
Per le imprese, quindi tipicamente per la ditta individuale artigiana, il canale “standard” è la Comunicazione Unica (ComUnica). È pensata per assolvere con un’unica procedura gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL.
INPS, nelle sue schede, è molto esplicita e spiega che per l’iscrizione alla Gestione Artigiani la ComUnica è obbligatoria.
Quali sono i passaggi per aprire la partita IVA da artigiano?
Ecco alcuni dei principali passaggi
- definisci attività e codice ATECO, perché da lì dipendono inquadramento e gestione;
- avvio impresa tramite ComUnica al Registro Imprese, con contestuale richiesta o aggancio delle posizioni verso gli enti collegati, come Agenzia delle entrate, INPS e INAIL;
- iscrizione all’Albo imprese artigiane dove prevista, tramite pratica telematica collegata alla ComUnica;
- impostazione della gestione fiscale, quindi regime forfettario oppure ordinario; fatturazione elettronica e calendario scadenze.
Sul punto “inizio attività” e avvio in via telematica collegata alle procedure di impresa, il portale istituzionale SUAP (“Impresa in un giorno”) descrive l’avvio contestuale all’invio della ComUnica.
Quanto costa aprire una ditta individuale artigiana
Il costo reale, per l’artigiano, arriva spesso dalla parte camerale.
Per darti un ordine di grandezza, diverse Camere di Commercio pubblicano tabelle o guide con voci ricorrenti per l’iscrizione telematica dell’impresa individuale, come diritti di segreteria pari a 18 € e imposta di bollo pari a 17,50 €, ma le cifre possono variare per casi specifici e territorio. Per fare un esempio, qui c’è l’esempio della Camera di Commercio di Pavia, ma online puoi trovare quella del tuo territorio.
Poi c’è il diritto annuale camerale, ad esempio 53 € per imprese individuali in sezione speciale, dove previsto dalle tabelle camerali pubblicate.
INPS artigiani
Se apri come artigiano, entri nella Gestione Artigiani, che prevede contributi calcolati anche su un minimale. INPS pubblica ogni anno aliquote e regole, per esempio il 2025 indica l’aliquota al 24% per gli artigiani e rimanda alla circolare con importi su minimali e massimali.
Questo significa una cosa pratica, ovvero che anche con redditi bassi, la contribuzione “fissa” sul minimale può pesare. È il motivo per cui conviene stimare da subito l’impatto con un professionista, prima di scegliere data di apertura e regime.
| Passaggio | Ente o Portale | Cosa ottieni | Nota utile |
|---|---|---|---|
| Avvio impresa e iscrizione | Registro Imprese via ComUnica | Avvio ditta, smistamento verso AdE/INPS/INAIL | ComUnica è “una pratica per più enti” |
| Iscrizione previdenziale | INPS Gestione Artigiani | Posizione previdenziale artigiani | ComUnica obbligatoria per l’iscrizione |
| Iscrizione artigiana | Camera di Commercio/Albo Artigiani | Iscrizione/variazione Albo (dove previsto) | Pratiche telematiche collegate a ComUnica |
| Costi camerali | Camera di Commercio | Diritti, bollo, diritto annuale | Esempi: 18 € + 17,50 € e diritto annuo pubblicati in guide camerali |
| Gestione fiscale | Agenzia delle Entrate | Regime, fatturazione elettronica, adempimenti | Scelta regime e corretta impostazione da fare subito |
Regime forfettario per artigiani: cosa cambia davvero
Se hai i requisiti per il regime forfettario, la logica da seguire è quella che descrive l’Agenzia delle Entrate: reddito determinato forfettariamente e imposta sostitutiva (15% o 5% nei primi cinque anni di attività), con regole specifiche.
Il punto pratico, lato artigiano, è che il forfettario non elimina la parte INPS perché ti cambia la tassazione, non l’esistenza dei contributi.
Commericialisti online per l’apertura della partita IVA da artigiano
Se hai bisogno di un commercialista per l’apertura della partita IVA da artigiano potresti prendere in considerazione le soluzioni di cui parleremo qui sotto.
FidoCommercialista.it
FidoCommercialista è pensato per chi vuole gestire apertura e operatività della Partita IVA in modo guidato, senza impazzire tra pratiche, scadenze e impostazioni iniziali. Nelle loro pagine di servizio puntano sull’apertura da remoto e su un flusso “in app” che include anche parti operative come F24 e gestione della Partita IVA.
Flextax
Flextax si posiziona in modo molto chiaro sul forfettario: apertura e gestione in digitale, con un’impostazione che mira a rendere “standard” le attività ricorrenti (contabilità, dichiarazione, scadenze) e a ridurre il lavoro manuale lato cliente. Nelle loro pagine evidenziano anche un prezzo di ingresso annuo per la gestione della Partita IVA (a partire da 366€ IVA inclusa) e la possibilità di farsi seguire lungo tutto il percorso.
Conto dedicato: perché per un artigiano è una scelta pratica
Aprire come artigiano significa iniziare ad avere movimenti che non restano “piccoli”: incassi, spese di lavoro, pagamenti ricorrenti, F24, eventuali addebiti, prove di pagamento da recuperare in fretta. Se mescoli tutto sul personale, la parte fiscale e documentale diventa più lenta e più fragile, perché ogni volta devi ricostruire cosa era lavoro e cosa no. Un conto dedicato serve proprio a mantenere pulita la storia dell’attività e rendere immediato il passaggio di documenti e informazioni quando devi parlare con il commercialista.
Sul lato operativo, ha senso scegliere un conto che ti faciliti i pagamenti tipici italiani. Tot è molto orientato all’operatività “da impresa” con IBAN italiano e funzioni come F24 e deleghe I24 (utile quando vuoi far operare il commercialista senza passaggi infiniti). Finom si posiziona su un conto business online con IBAN italiano, bonifici e strumenti collegati a fatturazione e integrazioni, quindi può funzionare bene se vuoi tenere contabilità e flussi più ordinati.
Se lavori con clienti esteri, pagamenti internazionali o valute diverse, ha senso guardare anche conti transfrontalieri: Wamo ha una gestione multi-valuta e un’impostazione per freelance. Wise Business è costruito proprio per ricevere e gestire pagamenti in più valute, con la logica di semplificare gli incassi da clienti in valute diverse. Se invece vuoi una piattaforma che insista sull’ordine documentale lato spese, Vivid Money Business evidenzia funzioni di riconciliazione tra movimenti e documenti (ricevute e fatture) e possibilità di condivisione col tuo consulente.
Per l’iscrizione alla Gestione Artigiani, INPS indica la ComUnica come obbligatoria, e il sistema ComUnica è pensato proprio per gestire insieme gli adempimenti verso più enti.
Di solito vedi costi camerali (diritti di segreteria e bollo) e poi il diritto annuale, con importi pubblicati dalle Camere di Commercio nelle loro guide/tabelle.
È la voce che pesa di più. INPS pubblica annualmente aliquote e regole, per il 2025 indica l’aliquota artigiani al 24% e rimanda alla circolare con minimali/massimali e contribuzione dovuta.
