LIPE: chi deve inviarle, scadenze, errori frequenti e sanzioni
Le LIPE sono uno di quegli adempimenti che, una volta capiti, diventano molto più semplici da gestire. Se hai una Partita IVA in regime ordinario e ti occupi di IVA, sapere quando inviarle e quali dati controllare ti evita correzioni inutili e scadenze saltate.
In questa guida trovi le regole essenziali, le date da tenere a mente e gli errori più comuni, così puoi muoverti con sicurezza anche quando devi correggere o regolarizzare.
Se hai gli adempimenti IVA, le LIPE sono una di quelle cose da mettere in automatico. Un commercialista online può impostarti un flusso stabile, così non ti ritrovi ogni trimestre a rincorrere numeri, ricevute e scadenze.
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Che cosa sono le LIPE e a cosa servono?
La LIPE è la “Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA”. In pratica invii all’Agenzia delle Entrate un riepilogo dei dati contabili della liquidazione IVA del trimestre.
Non sostituisce la dichiarazione IVA, ma serve a comunicare, durante l’anno, i risultati delle liquidazioni periodiche.
Chi deve inviare la LIPE
L’obbligo riguarda i soggetti passivi IVA tenuti a effettuare liquidazioni periodiche. Per maggiori informazioni ti invitiamo a leggere questa pagina del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Ci sono poi situazioni in cui l’obbligo non scatta, perché non sei tenuto a fare liquidazioni periodiche o non sei tenuto alla dichiarazione IVA, finché restano valide le condizioni di esonero.
Se sei in un regime o in una situazione in cui non liquidI l’IVA (per esempio chi ha aderito al regime forfettario non applicano IVA e quindi non fanno liquidazioni periodiche), in genere non hai una LIPE da inviare. Il punto non è l’etichetta del regime, è il fatto che tu sia o no un soggetto che effettua liquidazioni periodiche IVA.
Scadenze LIPE: quando si inviano
La norma prevede un criterio fisso. La comunicazione va trasmessa entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ciascun trimestre.
Per il secondo trimestre c’è una scadenza che torna sempre, il 30 settembre.
Il quarto trimestre ha una particolarità: i dati possono essere inviati con la LIPE oppure, in alternativa, tramite la dichiarazione IVA annuale compilando la sezione dedicata.
Se una scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, l’adempimento slitta al primo giorno lavorativo successivo. Questa regola è generale per gli adempimenti fiscali, anche di altro tipo.
| Trimestre | Scadenza “standard” | Nota utile |
|---|---|---|
| 1° trimestre (gen–mar) | 31 maggio | Se cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo |
| 2° trimestre (apr–giu) | 30 settembre | È la data “fissa” indicata anche dall’Agenzia |
| 3° trimestre (lug–set) | 30 novembre | Se cade di sabato o festivo, slitta |
| 4° trimestre (ott–dic) | fine febbraio | Puoi inviare la LIPE oppure usare la dichiarazione IVA annuale (quadro dedicato) |
Come si inviano le LIPE?
L’invio è solo telematico. Puoi farlo tu oppure tramite un intermediario abilitato.
Dal punto di vista tecnico, non mandi un PDF. Prepari un file XML che rispetta le specifiche, lo controlli e lo trasmetti con i canali dell’Agenzia o con un software o gestionale che produce l’XML conforme.
Errori frequenti che creano scarti o dati sbagliati
Qui vedi gli errori che fanno più danni nella pratica, perché non sempre te ne accorgi subito.
Periodo sbagliato
Succede più spesso di quanto sembri, soprattutto quando il gestionale propone in automatico un trimestre. Controlla sempre che “riferimento” e “trimestre” coincidano con la liquidazione che stai comunicando. Le istruzioni del modello e le specifiche servono proprio a evitare incoerenze di questo tipo.
IVA a debito/credito non coerente con la liquidazione
Se i numeri non tornano con i registri e con i versamenti, poi ti ritrovi le “anomalie” e le comunicazioni di compliance. L’Agenzia invia comunicazioni quando intercetta irregolarità legate alle liquidazioni e indica come regolarizzare.
Invio “a zero” quando in realtà qualcosa c’era
Il trimestre a zero si invia quando davvero non hai operazioni e non hai IVA da liquidare, non per “chiudere la pratica”. Se hai dubbi, meglio verificare prima di trasmettere, perché correggere dopo è sempre più lento.
Se hai sbagliato una LIPE, come sistemare?
Ci sono due casi, entrambi gestibili:
- se hai inviato con dati errati o incompleti, invii una comunicazione correttiva con i dati giusti. La norma sulle sanzioni prevede anche la riduzione se, entro 15 giorni, trasmetti la comunicazione corretta;
- se invece non hai proprio inviato, puoi rimediare con ravvedimento operoso. L’Agenzia, già dai chiarimenti iniziali, ha indicato che le comunicazioni LIPE rientrano tra gli adempimenti ravvedibili.
Sanzioni LIPE: quanto sono e quando si riducono?
Per omessa, incompleta o infedele comunicazione, la sanzione va da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione.
C’è un punto che ti interessa davvero. Se invii entro 15 giorni dalla scadenza, oppure correggi entro 15 giorni, la sanzione è ridotta alla metà, con un tetto massimo di 500 euro.
Se sei oltre i 15 giorni, di solito si ragiona in termini di ravvedimento operoso e versamento della sanzione ridotta, oltre all’invio della comunicazione mancante o corretta.
Commercialista online: quando conviene davvero?
Se ti trovi spesso con dubbi su diciture, estero, ritenute, natura IVA, bollo, o se vuoi impostare un modello “definitivo” per tutte le fatture, un supporto professionale ti potrebbe far risparmiare tempo.
Ora ti mostriamo alcuni commercialisti online che possono aiutarti ad aprire la partita IVA e a pagare regolarmente tasse e contributi ogni anno.
Flextax
Flextax ha senso se vuoi un’impostazione molto strutturata: scadenze, controlli e invii sempre uguali, con meno rischio di errori ricorrenti. In un contesto IVA, la differenza la fa il metodo, perché i problemi arrivano quando i dati della liquidazione e la comunicazione non sono allineati.
FidoCommercialista
Le LIPE non sono difficili, ma diventano fastidiose quando non hai un flusso stabile. Con un commercialista online come FidoCommercialista puoi impostare bene la routine IVA, evitare trimestri “a sorpresa” e gestire in modo ordinato correzioni e invii, soprattutto se lavori in ordinario e ti muovi tra fatture, note di credito e reverse charge.
Non necessariamente. La norma prevede che i dati del quarto trimestre possano essere comunicati con la LIPE oppure, in alternativa, con la dichiarazione IVA annuale compilando la parte dedicata.
Sì. Puoi trasmettere una comunicazione correttiva. Inoltre la disciplina sanzionatoria prevede una riduzione se invii o correggi entro 15 giorni dalla scadenza.
Sì, di norma puoi regolarizzare con ravvedimento operoso inviando la comunicazione e versando la sanzione ridotta.
