Glossario finanza

Istituto di moneta elettronica (IMEL): cos’è e come funziona

Un Istituto di Moneta Elettronica, abbreviato in IMEL, è un intermediario finanziario autorizzato a emettere moneta elettronica e a prestare servizi di pagamento.

Non è necessariamente una banca e il denaro detenuto attraverso un IMEL non deve essere confuso con un normale deposito bancario. Gli istituti di moneta elettronica sono però intermediari autorizzati e sottoposti a vigilanza, con specifici requisiti patrimoniali, organizzativi e di tutela dei fondi dei clienti.

Gli IMEL hanno assunto un ruolo importante con la diffusione dei pagamenti digitali, delle carte, dei conti di pagamento e delle applicazioni che permettono di gestire denaro direttamente dallo smartphone.

Vediamo più precisamente che cosa significa IMEL, cosa può fare e quali sono le differenze rispetto a una banca e a un istituto di pagamento.

IMEL, banca e istituto di pagamento: le differenze

La distinzione principale riguarda le attività che ciascun intermediario è autorizzato a svolgere.

CaratteristicaIMELIstituto di pagamentoBanca
Emissione di moneta elettronicaNo
Servizi di pagamento
Raccolta di depositi bancariNoNo
Concessione di creditoPossibile entro specifici limitiPossibile entro specifici limitiSì, come attività bancaria
Tutela ordinaria dei depositi bancariNoNoSì, quando applicabile
VigilanzaAutorità competenteAutorità competenteAutorità bancaria competente
Ultimo aggiornamento: 08/08/2026

La possibilità di emettere moneta elettronica è quindi l’elemento che distingue principalmente un IMEL da un normale istituto di pagamento.

Cosa significa moneta elettronica

Per comprendere cosa fa un IMEL bisogna prima capire che cosa si intende per moneta elettronica.

La normativa definisce la moneta elettronica come un valore monetario memorizzato elettronicamente, rappresentativo di un credito nei confronti dell’emittente, emesso dopo aver ricevuto dei fondi e utilizzabile per effettuare operazioni di pagamento presso soggetti diversi dall’emittente.

In termini più semplici, versi del denaro all’intermediario e ricevi un corrispondente valore elettronico che puoi utilizzare per effettuare pagamenti.

La moneta elettronica può essere memorizzata, per esempio, all’interno di una carta o di un conto di moneta elettronica.

Non bisogna però confondere il concetto di moneta elettronica con qualsiasi forma di denaro visualizzata tramite un’app. Anche il saldo di un normale conto corrente bancario può essere consultato digitalmente, ma questo non trasforma automaticamente il deposito bancario in moneta elettronica.

Cosa può fare un IMEL

L’attività caratteristica di un IMEL è l’emissione di moneta elettronica, ma le sue possibilità operative non si limitano a questo.

Un istituto autorizzato può anche prestare servizi di pagamento. A seconda dei servizi effettivamente offerti, il cliente potrebbe quindi avere la possibilità di eseguire bonifici, utilizzare carte di pagamento, effettuare pagamenti online o svolgere altre operazioni previste dalla normativa sui pagamenti.

Non significa che ogni IMEL offra necessariamente tutti questi servizi. Le funzionalità disponibili dipendono dall’autorizzazione, dal modello operativo dell’intermediario e dal prodotto sottoscritto dal cliente.

Gli IMEL possono inoltre svolgere alcune attività accessorie e, entro i limiti previsti dalla normativa, concedere finanziamenti collegati a determinati servizi di pagamento.

Per questo motivo non è corretto affermare semplicemente che un IMEL non possa mai concedere credito. La sua attività resta però diversa da quella tipica di una banca, che può raccogliere depositi ed esercitare il credito nell’ambito della propria autorizzazione bancaria.

Un IMEL è una banca?

No. Un IMEL e una banca sono due categorie differenti di intermediari finanziari.

La differenza più importante riguarda la raccolta del denaro.

La banca può raccogliere depositi dal pubblico e utilizzare le risorse nell’ambito della propria attività bancaria, compresa la concessione del credito.

Un IMEL riceve invece fondi principalmente per emettere moneta elettronica o fornire servizi di pagamento. Le somme ricevute a fronte della moneta elettronica non diventano depositi bancari.

Questa distinzione produce conseguenze anche sul modo in cui il denaro del cliente viene protetto.

Come vengono protetti i soldi presso un IMEL

Uno degli aspetti più importanti da comprendere riguarda la tutela dei fondi dei clienti.

Le somme ricevute da un IMEL a fronte della moneta elettronica e quelle interessate dalle specifiche norme sui servizi di pagamento devono essere protette secondo le modalità stabilite dalla normativa.

In Italia, i fondi soggetti a queste disposizioni costituiscono un patrimonio distinto rispetto a quello dell’IMEL. In sostanza, devono essere separati dal patrimonio proprio dell’intermediario secondo le modalità previste dalla disciplina di vigilanza.

Questo significa che i creditori dell’IMEL non possono normalmente rivalersi su quel patrimonio per soddisfare i propri crediti.

È però importante non confondere questa protezione con quella prevista per i depositi bancari.

Il saldo detenuto sotto forma di moneta elettronica non è un normale deposito bancario e, di conseguenza, non beneficia semplicemente della garanzia sui depositi prevista per i conti bancari.

Si tratta di due sistemi di tutela differenti.

La moneta elettronica può essere rimborsata?

Sì. Uno dei principi fondamentali della disciplina della moneta elettronica è il diritto al rimborso al valore nominale.

Il cliente può chiedere all’emittente il rimborso della moneta elettronica detenuta secondo le condizioni previste dalla normativa e dal contratto.

Per esempio, se possiedi 500 euro di moneta elettronica, il valore nominale di riferimento è 500 euro.

La normativa prevede che il rimborso possa essere richiesto anche durante il rapporto. Eventuali commissioni possono essere applicate soltanto nelle circostanze consentite dalla legge e devono essere indicate nel contratto.

Questo meccanismo contribuisce a distinguere la moneta elettronica da attività finanziarie il cui valore può invece aumentare o diminuire nel tempo.

Chi autorizza e controlla gli IMEL in Italia

Gli IMEL italiani sono autorizzati e sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia.

Per ottenere l’autorizzazione, un intermediario deve rispettare una serie di requisiti riguardanti, tra le altre cose, capitale, organizzazione, governance, gestione dei rischi e tutela dei fondi della clientela.

La vigilanza non significa che un intermediario non possa mai avere problemi finanziari o operativi. Significa invece che l’attività può essere svolta soltanto all’interno di uno specifico quadro regolamentare e sotto il controllo dell’autorità competente.

Nel mercato europeo possono inoltre operare intermediari autorizzati in altri Stati dell’Unione europea secondo le regole previste per la prestazione transfrontaliera dei servizi finanziari.

Per verificare la natura e l’autorizzazione di un intermediario è quindi preferibile consultare i registri delle autorità competenti, anziché basarsi esclusivamente sul nome commerciale del servizio.

IMEL e istituto di pagamento sono la stessa cosa?

No. Un istituto di pagamento, spesso abbreviato in IP, è un intermediario autorizzato a fornire uno o più servizi di pagamento.

Un IMEL, oltre a poter fornire servizi di pagamento, è autorizzato anche a emettere moneta elettronica.

La differenza può sembrare poco rilevante per il cliente, perché due applicazioni potrebbero offrire servizi apparentemente simili. Dal punto di vista giuridico e regolamentare, però, la licenza dell’intermediario è importante per comprendere quale attività sta effettivamente svolgendo e quali regole si applicano.

Una carta prepagata indica sempre la presenza di un IMEL?

Non necessariamente. La moneta elettronica può essere utilizzata attraverso carte prepagate e altri strumenti di pagamento, ma gli IMEL non sono gli unici soggetti che possono emetterla.

Anche le banche e altri soggetti espressamente previsti dalla normativa possono emettere moneta elettronica.

Allo stesso modo, vedere una carta collegata a un’app non permette da solo di stabilire quale sia la licenza dell’intermediario che fornisce il servizio.

Per sapere chi gestisce realmente il denaro è necessario controllare le informazioni contrattuali e regolamentari del prodotto.

Perché è importante sapere se un intermediario è un IMEL

Per l’utilizzatore finale potrebbe sembrare una distinzione puramente tecnica, ma sapere con quale tipo di intermediario hai un rapporto permette di comprendere meglio come vengono custoditi i tuoi fondi e quali tutele si applicano.

Un conto di pagamento o un saldo di moneta elettronica può avere molte caratteristiche pratiche simili a quelle di un conto bancario: IBAN, carta, bonifici, pagamenti online e gestione tramite app.

Questo non significa però che i due prodotti abbiano necessariamente la stessa natura giuridica.

Prima di utilizzare un servizio finanziario è quindi utile verificare chi sia l’intermediario che lo fornisce, quale autorizzazione possieda, quale autorità lo vigili e quali condizioni contrattuali regolino la custodia e l’utilizzo del denaro.

Cosa significa IMEL?

IMEL significa Istituto di Moneta Elettronica. È un intermediario autorizzato a emettere moneta elettronica e può inoltre prestare servizi di pagamento e svolgere altre attività consentite dalla normativa.

Un IMEL è sicuro come una banca?

IMEL e banche sono intermediari regolamentati, ma non funzionano nello stesso modo e non applicano necessariamente le stesse forme di protezione del denaro. I fondi soggetti alla disciplina degli IMEL devono essere separati e tutelati secondo specifiche regole, mentre i depositi bancari possono beneficiare dei sistemi di garanzia dei depositi quando ne ricorrono i requisiti.

Qual è la differenza tra IMEL e istituto di pagamento?

Entrambi possono offrire servizi di pagamento, ma un IMEL è autorizzato anche a emettere moneta elettronica. L’istituto di pagamento, in quanto tale, non possiede invece questa specifica autorizzazione.

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Lorenzo Baldassarre

Sono un copywriter che collabora con diverse agenzie e siti web, principalmente su tematiche economiche-finanziarie, ma non solo. Easyfinanza.it è un mio progetto, che ho interamente sviluppato su tutti i suoi aspetti: contenuti, immagini, struttura del sito e piano editoriale basato sulla SEO.

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