Come aprire un conto all’estero senza avere ancora la residenza
Stai pensando di trasferirti all’estero per lavorare, studiare o vivere per un periodo in un altro Paese?
Tra le prime necessità potrebbe esserci l’apertura di un conto per ricevere lo stipendio, pagare l’affitto, domiciliare le utenze e gestire le spese quotidiane.
Aprire un conto presso una banca locale prima di esserti trasferito può però essere complicato. Molti istituti chiedono una prova dell’indirizzo, un numero fiscale locale, un contratto di lavoro o altri documenti che potresti non avere ancora.
Questo non significa che tu debba necessariamente aspettare di ottenere la residenza.
Puoi iniziare utilizzando un conto digitale aperto dall’Italia, per poi valutare un conto locale dopo aver completato il trasferimento.
È però importante distinguere tra:
- un conto aperto presso una banca del Paese di destinazione;
- un conto europeo utilizzabile all’estero;
- un conto con IBAN del Paese in cui ti trasferisci;
- coordinate locali per ricevere una determinata valuta;
- un conto multivaluta;
- una semplice carta utilizzabile fuori dall’Italia.
Trasparenza sui link affiliati: alcuni link presenti in questa pagina sono affiliati. Se richiedi un prodotto tramite questi link, Easyfinanza.it può ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Si può aprire un conto all’estero senza residenza?
In molti casi è possibile aprire un conto senza essere ancora residenti nel Paese, ma le condizioni dipendono dall’istituto, dal prodotto e dalla destinazione.
Una banca può accettare clienti non residenti oppure riservare i propri conti ordinari alle persone che possiedono già un indirizzo locale.
Può inoltre distinguere tra:
- cittadini del Paese;
- cittadini dell’Unione Europea;
- residenti nell’Unione Europea;
- persone provenienti da Paesi terzi;
- lavoratori, studenti e pensionati;
- clienti privati e imprese.
L’apertura non è automatica. La banca deve verificare l’identità del cliente, la residenza fiscale, la provenienza del denaro e la finalità del rapporto.
Per questo motivo potrebbe chiederti di dimostrare un collegamento concreto con il Paese, come un contratto di lavoro, l’iscrizione a un’università, un immobile o un prossimo trasferimento.
Aprire un conto in un altro Paese dell’Unione Europea
Se risiedi legalmente in uno Stato dell’Unione Europea, puoi richiedere un conto di pagamento di base anche presso una banca situata in un altro Paese UE.
La banca non dovrebbe rifiutare la domanda soltanto perché non vivi nello Stato in cui ha sede.
Può però chiederti di dimostrare un interesse reale ad avere il conto, per esempio perché:
- lavori nel Paese;
- stai per trasferirti;
- studi presso un’università locale;
- possiedi un immobile;
- ricevi pagamenti da un’impresa del posto.
Il diritto riguarda un conto con servizi essenziali, non qualsiasi prodotto bancario.
Un conto di pagamento di base permette normalmente di:
- depositare e prelevare denaro;
- ricevere bonifici;
- effettuare pagamenti;
- disporre addebiti diretti;
- utilizzare una carta di debito;
- accedere ai servizi online disponibili.
La banca non è obbligata a concedere scoperto, carta di credito, prestiti, mutui o prodotti di investimento.
Può inoltre rifiutare la domanda quando non riesce a completare i controlli contro il riciclaggio oppure quando ricorrono altre condizioni previste dalla normativa nazionale.
Apertura in un Paese fuori dall’Unione Europea
Fuori dall’Unione Europea non esiste un diritto generale equivalente ad aprire un conto di base in qualsiasi Stato.
Le condizioni dipendono dalla normativa locale e dalle politiche della singola banca.
In alcuni Paesi possono essere richiesti:
- un visto valido;
- un permesso di soggiorno;
- un indirizzo locale;
- un numero fiscale;
- un contratto di lavoro;
- un deposito iniziale;
- la presenza fisica in filiale;
- una lettera di referenza bancaria.
Anche quando una banca accetta clienti non residenti, il conto può avere costi maggiori, servizi limitati o requisiti patrimoniali più elevati.
Prima di partire è quindi opportuno consultare il sito dell’autorità finanziaria del Paese e contattare direttamente le banche autorizzate.
Quali documenti possono essere richiesti
I documenti necessari cambiano da una banca all’altra.
Tra quelli richiesti più frequentemente rientrano:
- carta d’identità o passaporto;
- prova dell’indirizzo italiano;
- prova dell’indirizzo estero;
- codice fiscale italiano;
- eventuale numero fiscale locale;
- contratto di lavoro;
- lettera del datore di lavoro;
- iscrizione universitaria;
- contratto di affitto;
- permesso o certificato di soggiorno;
- prova del reddito;
- estratti conto;
- documenti sulla provenienza dei fondi.
La banca può chiederti anche quali operazioni prevedi di effettuare, quali somme riceverai e da quali Paesi proverrà il denaro.
Non è sempre sufficiente presentare un documento di identità. Gli intermediari sono obbligati a comprendere la natura del rapporto e a controllare che le operazioni siano coerenti con il profilo del cliente.
Aprire un conto online prima di trasferirsi
Un conto digitale può essere aperto mentre risiedi ancora in Italia e utilizzato successivamente all’estero.
La registrazione viene normalmente completata attraverso un sito o un’app e può richiedere:
- documento d’identità;
- codice fiscale;
- indirizzo italiano;
- numero di telefono;
- fotografia o riconoscimento video;
- informazioni sulla professione;
- indicazioni sull’origine del denaro.
Dopo l’apertura puoi generalmente ricevere bonifici, utilizzare una carta e gestire il conto a distanza.
Non tutti i conti digitali offrono però le stesse funzioni.
Prima di scegliere devi controllare:
- Paese e prefisso dell’IBAN;
- possibilità di ottenere un IBAN locale;
- valute che puoi detenere;
- coordinate disponibili per ricevere denaro;
- commissioni di conversione;
- canone mensile;
- costo della carta;
- condizioni dei prelievi;
- Paesi nei quali il servizio è disponibile;
- possibilità di mantenere il conto dopo il trasferimento;
- sistema utilizzato per proteggere il denaro.
Quando un conto digitale può essere una buona soluzione
Un conto online può essere particolarmente utile se:
- non ti sei ancora trasferito;
- non possiedi un indirizzo locale;
- vuoi arrivare con una carta già funzionante;
- devi ricevere un primo stipendio;
- ti servono soprattutto bonifici e pagamenti;
- vuoi detenere più valute;
- non hai bisogno di recarti in filiale;
- non ti servono immediatamente prestiti o mutui.
Può essere una soluzione provvisoria oppure un conto da mantenere anche dopo il trasferimento.
Una banca locale può invece essere più adatta se devi depositare contanti, costruire una storia creditizia, chiedere un finanziamento o utilizzare servizi disponibili soltanto nel Paese.
Serve un IBAN locale?
Non sempre è necessario avere un IBAN del Paese in cui vivi.
Nell’area SEPA, un conto europeo può essere utilizzato per effettuare e ricevere bonifici in euro.
Un datore di lavoro o un fornitore non dovrebbe rifiutare un IBAN di un altro Stato membro soltanto per il suo prefisso, quando il pagamento rientra nelle regole SEPA. Questo comportamento può costituire una forma di discriminazione dell’IBAN.
Puoi quindi utilizzare, per esempio, un IBAN italiano per ricevere un bonifico in euro da un’impresa situata in Francia, Germania o Belgio.
Nella pratica, avere un IBAN locale può comunque facilitare:
- accredito dello stipendio;
- addebito delle utenze;
- pagamento dell’affitto;
- rapporti con enti pubblici;
- iscrizione a servizi locali;
- utilizzo di procedure predisposte per coordinate nazionali.
La protezione contro la discriminazione dell’IBAN riguarda i pagamenti in euro coperti dalla normativa europea. Non significa che un conto in euro debba essere accettato per ricevere qualsiasi valuta o attraverso qualsiasi sistema di pagamento.
IBAN locale e coordinate nella valuta del Paese
Un IBAN locale e delle coordinate per ricevere la valuta nazionale non sono sempre la stessa cosa.
Nel Regno Unito, per esempio, i pagamenti domestici in sterline utilizzano soprattutto sort code e account number.
Negli Stati Uniti vengono normalmente utilizzati routing number e account number, mentre in Australia può essere richiesto un BSB code.
In altri Paesi che non utilizzano l’euro può essere più importante avere coordinate compatibili con il sistema locale rispetto a un semplice IBAN europeo.
Prima di scegliere il conto verifica quindi:
- in quale valuta riceverai lo stipendio;
- quale sistema usa il datore di lavoro;
- se le coordinate accettano pagamenti domestici;
- se il mittente deve effettuare un trasferimento internazionale;
- quali commissioni vengono applicate;
- se il conto può ricevere pagamenti da imprese.
Quale conto valutare prima del trasferimento
Le soluzioni principali possono essere riassunte in questo modo:
| Soluzione | Caratteristica principale | Quando può essere utile |
|---|---|---|
| bunq | Banca digitale europea con alcuni IBAN locali | Se ti trasferisci in un Paese europeo supportato |
| Wise | Conto multivaluta con coordinate per diverse valute | Se devi ricevere, convertire o inviare denaro internazionale |
| Banca locale | Conto completo del Paese di destinazione | Se vivi stabilmente all’estero |
| Conto di pagamento di base | Servizi essenziali nell’Unione Europea | Se non riesci ad aprire un normale conto |
| Conto italiano | Può continuare a essere utilizzato all’estero | Se ti servono temporaneamente carta e bonifici |
bunq: banca digitale con IBAN di diversi Paesi europei
bunq è una banca mobile europea che consente di aprire e gestire un conto tramite app.
Può essere una soluzione interessante per chi si trasferisce all’interno dello Spazio economico europeo e vuole aprire il conto prima della partenza.
Se ti registri mentre risiedi in Italia, vieni normalmente collegato alla filiale italiana e ricevi un IBAN italiano IT.
Con i piani compatibili puoi inoltre aggiungere conti internazionali con IBAN di diversi Paesi europei.
Gli IBAN attualmente disponibili attraverso bunq riguardano:
- Belgio;
- Germania;
- Francia;
- Irlanda;
- Spagna;
- Italia;
- Paesi Bassi.
Per chi si registra come residente in uno dei Paesi nei quali bunq possiede una filiale locale, il relativo IBAN può essere assegnato automaticamente secondo le condizioni applicabili.
Chi risiede in un altro Paese supportato può utilizzare bunq, ma non deve aspettarsi di ricevere automaticamente un IBAN locale.
bunq può essere utilizzato per:
- ricevere bonifici;
- pagare con carte fisiche o digitali;
- organizzare il denaro su più conti;
- effettuare addebiti diretti;
- gestire le spese tramite app;
- utilizzare il conto in diversi Paesi europei.
La possibilità di aprire un conto dipende dalla residenza effettiva in uno dei Paesi accettati. Avere soltanto la cittadinanza europea o un codice fiscale europeo non è sufficiente se vivi stabilmente in un Paese non supportato.
Prima dell’apertura devi verificare il piano, il canone, le carte incluse, i costi dei prelievi e la disponibilità dell’IBAN desiderato.
bunq è quindi pertinente soprattutto per trasferimenti in Europa, ma non rappresenta una soluzione universale per ottenere un conto locale in qualsiasi Paese.
Wise: conto multivaluta per ricevere e convertire denaro
Wise è un istituto di pagamento specializzato nei trasferimenti internazionali e nella gestione di più valute.
Il conto permette di detenere e convertire oltre 40 valute e di ottenere coordinate personali per ricevere denaro in diverse aree geografiche.
In base alla valuta, possono essere disponibili:
- IBAN per ricevere euro;
- sort code e account number per le sterline;
- routing number e account number per i dollari statunitensi;
- coordinate locali per altre valute supportate.
Le coordinate non costituiscono necessariamente normali conti bancari aperti nei singoli Paesi. Sono strumenti collegati al conto Wise e permettono di ricevere i pagamenti compatibili.
Wise non è una banca tradizionale e non offre normalmente:
- scoperto;
- prestiti;
- mutui;
- libretto degli assegni;
- filiali;
- depositi in contanti.
Può essere utile se:
- ricevi denaro in una valuta differente dall’euro;
- lavori con clienti internazionali;
- ti trasferisci in un Paese che utilizza un’altra valuta;
- vuoi convertire denaro prima della partenza;
- effettui bonifici verso più Stati;
- viaggi frequentemente.
Wise utilizza il tasso medio di mercato e mostra separatamente la commissione prevista prima della conversione.
Il costo non è uguale per tutte le operazioni e dipende dalla valuta, dall’importo e dal metodo utilizzato per aggiungere o inviare il denaro.
Carta e prelievi Wise
La carta Wise può utilizzare direttamente il saldo nella valuta del pagamento.
Se non possiedi abbastanza denaro nella valuta richiesta, Wise può effettuare automaticamente una conversione da un altro saldo disponibile.
Per una carta emessa mentre sei residente in Italia:
- i prelievi sono senza commissioni Wise fino a 250 euro complessivi al mese;
- sulla parte eccedente viene applicata una commissione del 2,69%.
Il gestore dello sportello automatico può comunque aggiungere un proprio costo.
Se trasferisci la residenza e ottieni una nuova carta in un altro Paese, soglie e commissioni possono cambiare. La tariffa applicabile deve essere verificata nell’app.
Wise può essere un valido strumento per la fase iniziale del trasferimento, ma non sostituisce necessariamente un conto bancario locale completo.
bunq o Wise: quale scegliere?
bunq e Wise rispondono a esigenze differenti.
| Caratteristica | bunq | Wise |
| Tipo di operatore | Banca europea | Istituto di pagamento |
| Conto principale | Conto bancario digitale | Conto multivaluta |
| IBAN locali | Disponibili in alcuni Paesi europei | Coordinate differenti in base alla valuta |
| Gestione di più valute | Disponibile attraverso specifiche funzioni | Oltre 40 valute |
| Canone mensile | Dipende dal piano | Non previsto sul conto personale ordinario |
| Prestiti e scoperto | Servizi variabili in base al Paese | Normalmente non disponibili |
| Utilizzo principale | Gestione bancaria quotidiana in Europa | Pagamenti, incassi e conversioni internazionali |
| Paesi di apertura | Paesi supportati dello Spazio economico europeo | Disponibilità variabile in base al servizio e alla residenza |
bunq può essere più adatto se vuoi un conto bancario europeo e ti trasferisci in uno dei Paesi nei quali offre un IBAN locale.
Wise può essere preferibile se devi ricevere pagamenti in valute differenti o trasferire frequentemente denaro tra più Paesi.
Le due soluzioni possono anche essere utilizzate insieme a un conto bancario locale.
Quando conviene aprire un conto presso una banca locale
Dopo aver ottenuto un indirizzo stabile e i documenti richiesti, puoi valutare una banca del Paese in cui vivi.
Un conto locale può essere più adatto se vuoi:
- ricevere lo stipendio nella valuta nazionale;
- avere un IBAN o coordinate locali;
- depositare contanti;
- utilizzare assegni;
- chiedere una carta di credito;
- ottenere uno scoperto;
- costruire una storia creditizia;
- richiedere prestiti o mutui;
- ricevere assistenza in filiale.
Prima di presentare la domanda controlla quali documenti vengono richiesti ai cittadini stranieri e se la banca accetta clienti non residenti.
Verifica inoltre che l’istituto sia autorizzato dall’autorità finanziaria competente.
Non è consigliabile affidarsi esclusivamente a elenchi di banche pubblicati diversi anni prima, perché denominazioni, licenze, condizioni e disponibilità dei conti possono cambiare.
Conto nella valuta locale o conto in euro?
La scelta dipende dalle entrate e dalle spese previste.
Se vivi in un Paese che utilizza l’euro, un conto SEPA può essere sufficiente per molte operazioni.
Se invece ricevi reddito e sostieni spese in una valuta differente, mantenere un saldo nella valuta locale può ridurre il numero di conversioni.
| Situazione | Soluzione da valutare |
| Reddito e spese in euro | Conto SEPA in euro |
| Reddito in valuta estera | Coordinate o conto nella valuta locale |
| Trasferimento temporaneo | Conto digitale o multivaluta |
| Trasferimento stabile | Conto locale affiancato a quello italiano |
| Clienti internazionali | Conto multivaluta |
| Prestiti e mutuo nel nuovo Paese | Banca locale |
| Viaggi frequenti | Carta con condizioni favorevoli sul cambio |
Devi considerare non soltanto la commissione dichiarata, ma anche:
- tasso di cambio applicato;
- eventuale maggiorazione sul cambio;
- costi dei bonifici;
- commissioni sui prelievi;
- canone;
- costo della carta;
- spese richieste dalle banche intermediarie.
È necessario chiudere il conto italiano?
Non sei obbligato a chiudere immediatamente il conto italiano quando ti trasferisci.
Durante i primi mesi può essere utile mantenerlo per:
- ricevere pagamenti dall’Italia;
- sostenere spese rimaste nel Paese;
- pagare tasse o utenze italiane;
- avere una carta di riserva;
- trasferire gradualmente il denaro;
- conservare uno storico bancario.
Devi però comunicare alla banca eventuali cambiamenti di indirizzo e residenza fiscale.
Alcuni prodotti sono destinati soltanto ai residenti in Italia. Dopo il trasferimento, la banca potrebbe modificare le condizioni, trasferirti verso un conto per non residenti oppure chiederti ulteriore documentazione.
Prima della partenza controlla quindi se il tuo attuale conto può essere mantenuto dopo il cambio di residenza.
Il conto all’estero deve essere dichiarato al Fisco italiano?
L’obbligo non dipende dalla cittadinanza, ma dalla residenza fiscale.
Se sei ancora fiscalmente residente in Italia, potresti dover dichiarare i conti e le altre attività finanziarie detenute all’estero.
Nel modello 730 viene utilizzato il quadro W, mentre nel modello Redditi Persone Fisiche viene utilizzato il quadro RW.
Per i conti correnti e i depositi esteri, l’obbligo di monitoraggio generalmente non si applica quando il loro valore massimo complessivo durante l’anno non supera 15.000 euro.
La compilazione può comunque essere necessaria quando è dovuta l’IVAFE.
Per i conti correnti e i libretti di risparmio esteri, l’IVAFE è normalmente pari a 34,20 euro, rapportati al periodo e alla quota di possesso, quando viene superata la soglia di giacenza media prevista.
Se possiedi più conti, utilizzi valute differenti oppure hai cambiato residenza durante l’anno, il calcolo può essere più complesso.
Gli importi in valuta estera devono essere convertiti in euro secondo i criteri previsti dalla dichiarazione.
Non devi basarti esclusivamente sul prefisso dell’IBAN. Devi verificare:
- l’entità con cui hai aperto il rapporto;
- il Paese in cui è situato;
- la natura bancaria o finanziaria del prodotto;
- il valore massimo;
- la giacenza media;
- il periodo e la quota di possesso;
- la tua residenza fiscale.
Aprire un conto all’estero è legale, ma deve essere dichiarato quando ricorrono le condizioni previste.
In presenza di più rapporti, trasferimenti di residenza o somme rilevanti è opportuno rivolgersi a un commercialista.
Queste informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza fiscale.
Guide per aprire un conto nei singoli Paesi
I documenti e le soluzioni disponibili cambiano in base alla destinazione.
Su Easyfinanza.it puoi trovare guide dedicate a:
Ogni approfondimento analizza i documenti locali, la valuta, l’utilità di un IBAN nazionale e le soluzioni digitali disponibili.
Sì. Diversi operatori digitali permettono di aprire un conto utilizzando un documento e un indirizzo italiani. Il conto può essere successivamente utilizzato all’estero, ma non è garantito che fornisca un IBAN del Paese in cui ti trasferisci.
Una banca dell’Unione Europea non dovrebbe rifiutare un conto di pagamento di base soltanto perché vivi in un altro Stato UE. Può però chiederti di dimostrare un interesse concreto, effettuare i controlli antiriciclaggio e rifiutare altri tipi di conto commerciale.
Per uno stipendio pagato in euro nell’area SEPA non dovrebbe essere necessario un IBAN del medesimo Paese. Per pagamenti in altre valute, invece, il datore di lavoro può utilizzare un sistema nazionale che richiede coordinate locali compatibili.